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Orche avvistate davanti al porto di Genova

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Branco di orche davanti al porto di Genova. Un fenomeno eccezionale

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Avvistamento eccezionale di un branco di quattro orche davanti al porto di Genova, all’altezza del terminal container di Voltri.

E’ quanto rende noto l’Istituto Tethys, che effettua monitoraggi e ricerche sui mammiferi marini nel Santuario dei cetacei Pelagos, fra Costa Azzurra, Liguria, Toscana e Corsica.

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La Guardia costiera di Genova ha infatti ripreso l’avvistamento. Nel video si vedono le quattro orche con la loro classica livrea nera e bianca vicino alla costa.

Secondo quanto riferito, si tratterebbe di un nucleo composto da una femmina con il cucciolo, un maschio e un altro adulto il cui sesso non è stato ancora accertato.

“Potrebbero venire dalla colonia che vive intorno allo Stretto di Gibilterra, fra Atlantico e Mediterraneo. Probabilmente sono arrivati in Liguria cacciando i tonni”, ha riferito la ricercatrice Sabina Airoldi, responsabile ricerche dell’Istituto Tethys, spiegando che “un branco di quattro esemplari è stato avvistato 20 giorni fa a Cartagena, in Spagna. Potrebbero essere gli stessi, sono animali che fanno lunghi spostamenti. In quel caso, in tre settimane avrebbero fatto 1.120 chilometri”.

Orche nel Mediterraneo

E’ raro avvistare orche nel Mediterraneo. Nell’arco di duecento anni, sono state infatti avvistate solo dieci volte. “L’ultima volta è stato in Liguria nel 1985, a Sanremo e a Finale Ligure”, ha aggiunto la ricercatrice solo pesci.

Guido Gnone, biologo dell’Acquario di Genova, rispondendo alle domande di Telenord ha confermato che si tratta di “un avvistamento eccezionale”.

“Nella mia memoria non c’è stato nessun avvistamento di orche in Liguria. Non è un fenomeno impossibile perché non è stato l’unico avvistamento nel Mediterraneo. Sappiamo che nell’Oceano Atlantico le orche ci sono, sappiamo che a Gibilterra c’è una piccola popolazione residente. Non è impossibile ma è eccezionale, è molto raro che questi animali si spingano così in profondità nel Mediterraneo e così vicino alla costa”, ha aggiunto Gnone.

A differenza dei luoghi comuni, la Airoldi rassicura sulla pericolosità della specie per l’uomo. Il branco di orche di Gibilterra si ciba unicamente di pesci.

“Non sono mai stati documentati attacchi all’uomo in natura. L’unica persona uccisa da un’orca di cui si abbia notizia è stata una addestratrice in un delfinario, ma l’animale le era caduto addosso”, sottolinea la ricercatrice.

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Le orche avvistate a Genova sono ora monitorate dalle motovedette della Guardia costiera e dagli esperti del’Acquario di Genova, per evitare che sia disturbato.

Dal canto suo, la Airoldi auspica che il branco rimanga nei pressi del Santuario del Mediterraneo: “Sarebbe bellissimo avere questi animali nel nostro mare”.

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