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Palio dell’oca, abuso sugli animali: terrorizzate, costrette a correre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:47
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Vengono denominate manifestazioni folkloristiche d’interesse storico culturale. Con questa dicitura, molti eventi, anche nel resto dell’Europa, come la Corrida, in Spagna, si celano abusi sugli animali.

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In questa categoria, rientrano i Pali di ogni tipo, non solo il noto Palio di Siena, un appuntamento ormai di rilievo internazionale. Molti comuni, hanno addirittura inventato di sana pianta alcune “tradizioni” come la corsa degli asini, tacciandole come antiche manifestazioni, magari per ottenere una qualche forma di finanziamento per sostenere l’evento.

In questo ambito, Oipa accende i riflettori, promuovendo una petizione, sul Palio dell’Oca, promosso nell’arco dell’evento folkloristico Autunno Ciarlasco che si svolge ogni anno nel Comune di Lacchiarella in provincia di Milano.

“Urla, schiamazzi, frastuono di trombe da stadio, oche che impaurite volano e tentano di scappare mentre i loro conduttori le incitano tramite richiami e grida a correre all’impazzata su una strada asfaltata e gremita di una folla di ‘tifosi’ chiassosi”, denuncia Oipa.
Una condizioni di abuso e maltrattamento di questi volatili sottoposti ad un forte stress.

Sfruttamento animali per l’intrattenimento

L’organizzazione animalista esprime la propria indignazione sia al riguardo dell’utilizzo delle oche per la corsa su strada che per le affermazioni del Comune che, sbandierando l’alto valore storico culturale della corsa, scrive che “le oche si divertano un mondo a correre durante il palio, ma che lo facciano partecipando nel loro intimo al pathos che si scatena durante la gara”.
“Affermazioni come queste- sottolinea Oipa- ci permettono di capire l’assoluta mancanza di interesse e attenzioni per le vittime di questa manifestazione che, di culturale, ha solo la violenza: le oche infatti, come dichiarato da una pluralità di medici veterinari ed etologi, subiscono una vera e propria forma di maltrattamento durante questo palio, fisico ed etologico”.
In base al parere degli esperti, non solo le zampe palmate non sono adatte alla corsa, tanto più sull’asfalto.
Questa attività sottopone gli animali ad un forte stato di paura in quanto, ricorda Oipa “la corsa è un comportamento che nelle oche viene causato da uno stato di paura”.
Una corsa che viene promossa da 40 anni che per Oipa “non giustifica il trattamento riservato a degli animali che vengono costretti a correre, spaventati dalle urla e dal chiasso della folla, ridicolizzati dal pubblico divertito e impossibilitate alla fuga, unica ragione che le muove durante questa manifestazione”.
Ecco perché, l’organizzazione ha promosso una raccolta firme e un mailbombing da inviare alle autorità comunali per chiedere che sia vietata e sospesa la sofferenza di questi animali.
Negli ultimi anni è stato portato in primo piano il tema dello sfruttamento degli animali per l’intrattenimento. Sono state delineate diverse bozze da parte dei parlamentari per mettere fine a qualsiasi forma d’utilizzo degli animali negli spettacoli.
Firma la petizione: STOP AL PALIO DELL’OCA

C.D.

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