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Palmaria, silenzio del sindaco al piano ENPA contro l’abbattimento selettivo

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capre

La settimana scorsa vi avevamo parlato della situazione delle capre dell’isola ligure di Palmaria, esposte al serio rischio abbattimento da un discusso provvedimento della locale amministrazione a causa della loro presenza eccessiva, cosa che metterebbe a repentaglio la flora della macchia mediterranea. Addirittura si era mobilitato Vittorio Sgarbi in persona, dicendosi ben disposto a farsi carico dei tanti ovini che abitano il luogo e criticando la scelta del sindaco di Portovenere, in provincia di La Spezia, sotto la cui giurisdizione si trova Palmaria: il critico d’arte e noto volto televisivo aveva parlato di una scelta impopolare, senza alcuna logica e del tutto sconveniente nei confronti del primo cittadino.

E nel frattempo anche le associazioni animaliste hanno seguito la vicenda e non sono rimaste con le mani in mano: l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) ha avanzato una soluzione che potrebbe risultare vincente e che consiste nel trasferire le capre dall’isola attraverso un piano di adozioni da diffondere in tutta Italia. Gli animali verrebbero mandati dove ce ne sarebbe richiesta, il tutto senza inutili spargimenti di sangue e che sarebbe percorribile anche in tempi relativamente rapidi. Inoltre ci sarebbe anche un bel risparmio di denaro pubblico: è stato infatti stimato un risparmio di circa il 50% rispetto alla somma che servirebbe per procedere all’abbattimento selettivo delle capre.

Ma l’ENPA stessa fa sapere: “Per attuare questo piano serve necessariamente il permesso del sindaco, ma fino ad ora non abbiamo recepito alcuna apertura in merito”. A parlare è Massimo Pigoni, vicepresidente nazionale dell’ENPA e presidente della Protezione Animali di Genova: “La maggior parte dei cittadini sono contro la decisione di uccidere le capre, sarebbe interessare capire cosa ne pensa il primo cittadino e speriamo che questa difficoltà nello stabilire un contatto non rappresenti invece un rifiuto. Visto che egli ricopre una carica pubblica ha il diritto di sentire tutte le parti in causa e ci si augura che non vi siano delle pressioni esterne sconosciute”