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Pasqua 2019: quello che facciamo agli agnelli per un pranzo

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L’appello di Animalisti Italiani per risparmiare la vita a migliaia di cuccioli

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Massacro di agnelli

Il primo commento di una persona ordinaria di fronte ad un agnello, non è “che bel cucciolo”, bensì, “an’ vedi l’abbacchietto”. Ogni regione ha il suo dialetto e l’abbacchio può anche essere chiamato “aineddu” o “anzone”. Di fatto, la parola “cucciolo” passa in secondo piano.

Anche la rete, omette di parlare dell’agnello come animale. Effettuando ad esempio ricerche sulla salute dell’agnello, “come si cura un agnello”, spuntano soprattutto consigli relativi all’allevamento nel settore agrario e ricette per cucinare l’agnello. Una discriminazione di specie a tutti gli effetti.

Eppure, è possibile allevare gli agnelli come animali domestici, da tenere in giardino o in un terreno per mantenerlo pulito, senza mangiarli. E’ possibile scoprire un nuovo linguaggio, l’intelligenza di questa specie, interagendo con un esemplare. Arrivando a capire il loro modo di pensare e come si ambientano e si adattano ad ogni situazione e a loro volta, imparano a comunicare con le persone. Animali che hanno la loro intelligenza, come tutte le creature viventi alle quali è sufficiente approcciarsi con umiltà per scoprirlo.

Agnello a Pasqua

Ci sono alcune tradizioni che purtroppo non possono essere cancellate dal giorno all’indomani. Il mangiare l'”abbacchio” a Pasqua è una di quelle. Per assecondare le richieste del mercato, a ridosso della festività si mette in moto la catena della grande distribuzione e le macellerie banchettano con il sangue d’agnello.

Diverse inchieste, condotte sotto copertura da organizzazioni animaliste, hanno mostrato gli orrori di questo massacro di massa in piena violazione delle norme in materia di tutela e di benessere degli animali. Una crudeltà senza pari, cuccioli strappati dalle madri, portati in un luogo che odora di sangue, consci di quello che sta per accadere perché costretti ad aspettare il proprio turno, in una stanza, ammassati, vedendo uccidere uno ad uno, il branco di agnelli con i quali qualche ora prima, giocavano liberi in un prato. Solo sangue, percezione della morte, per cui gli agnelli in preda del terrore e di attacchi di panico, cercano una via di fuga. Se il “boia” non riesce a tramortirli con la scossa al primo colpo, vengono comunque appesi ancora vivi ai ganci, per essere poi sgozzati, vivi.

Un film dell’orrore, degno di una delle violenze più perverse, in pieno stile “Hostel”, che è pura verità e realtà dei fatti degli allevamenti intensivi dove decade qualsiasi senso etico e morale.

Appello contro il massacro degli agnelli a Pasqua

In occasione della ricorrenza, Animalisti Italiani Onlus ha promosso una campagna, diffondendo un video con il quale richiama l’attenzione sul significato della vita. Essendo una festività prettamente cristiana, sono state pertanto ricordate le parole dell’ultimo messia.

GESÙ: “NON POTETE COMPRARE VOI STESSI NELLA CASA DEL SIGNORE”

“Parole che pesano come macigni su coloro che si professano latori dell’Amore Universale, salvo poi disattendere completamente il messaggio di pace e di rispetto per ogni forma di Vita che il Nazareno ha trasmesso con tutta la forza e la veemenza che possedeva, come potete vedere in questo struggente video che ho realizzato in memoria di Coloro che Gesù equipara a NOI STESSI” . Scrive Riccardo Manca, vice presidente di Animalisti italiani.

“Quello che facciamo a LORO lo facciamo a NOI STESSI .
La VITA non si mercifica .
La Vita si AMA e si RISPETTA come ha insegnato GESÙ “.

La testimonianza di Manca non è solo quella di un animalista, ma di una persona che non ha girato lo sguardo dall’altra parte ma ha avuto il coraggio di guardare.

“Ho pianto realizzando questo video, Le nostre lacrime sono dovute, siamo eternamente in debito con loro. La nostra sofferenza è nulla di fronte al loro Olocausto.

Il vice presidente di Animalisti Italiani ha poi fatto leva sul fatto che “non ci può essere nessuna festa dove c’è abuso e sopruso, dove c’è massacro di esseri indifesi e incolpevoli, dove il denaro prevale sul rispetto per la vita, dove una massa di persone ipocrite si scambiano gli auguri sporchi di sangue”.

Parole dure con le quali viene condannato un sistema che maschera sempre la verità.

Ecco perché, in vista delle prossime festività Pasquali, Animalsiti Italiani coglie di nuovo l’ennesima occasione per ricordare che durante le feste “gli Animali sono protagonisti di un vero e proprio sterminio”.

“Nel caso specifico si tratta di Cuccioli con pochissimi giorni di Vita.
Per Loro, per i dolcissimi Agnellini, non ci sarà ne’ pace ne’ gioia.
Creature INNOCENTI appena venute al mondo, strappate alle Loro madri.
Anche in questo caso l’uomo si arroga il diritto di spezzare il legame di Amore più grande che esista al mondo: madre e figlio. Impunemente.
Con protervia e con macabra indifferenza. E l’abominio, semmai fosse possibile classificare la violenza , è ancora più grande perché si tratta di infanticidio. Siamo di fronte, senza alcun dubbio, al più grande Olocausto della storia del pianeta. Loro, gli sfortunati protagonisti. Gli Animali , da nostri Fratelli , da esseri SENZIENTI PURI e INDIFESI, da Creature straordinarie e innocenti, a macchine per produrre reddito. Soldi sporchi di sangue innocente. E muta risuona nelle orecchie di chi festeggia la Loro disperazione”.

Dare voce a queste creature è un dovere.

Non c’è nulla da festeggia quando “nello stesso tempo si commettono atrocità ingiustificabili”, prosegue Manca, ricordando che “non può esistere nessuna società cosiddetta “CIVILE” , se basata sulla morte e sulla sofferenza di Coloro che sono più deboli e indifesi .

Un appello ai cittadini ma anche alle autorità ecclesiastiche a riflettere su questa strage. Non solo 2 milioni di agnelli uccisi per un pranzo, centinaia di migliaia di vitelli e maialini, cuccioli, ignari del significato della cattiveria, strappati dall’amore materno per appagare un bisogno superfluo.

Ecco il video di Animalisti Italiani +++Immagini forti+++

C.D.

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