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Porto Rico, il dramma di migliaia di animali vittime dell’uragano

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(Alex Wroblewski/Getty Images)

Un mese fa, l’uragano Maria ha devastato Porto Rico, mettendolo in ginocchio: la maggior parte dell’isola è ancora senza energia e in condizioni critiche. A questo si aggiunge il dramma di migliaia di animali, poiché è negato il volo a quelli sopra i nove chili. Subito dopo il passaggio dell’uragano, Sali Gear, la co-proprietaria di Island Dog Rescue, un’organizzazione non profit che si sta occupando di salvare gli animali dalle isole Vergini, ha compiuto un gesto che ha suscitato molta ammirazione. Trecento gli animali tratti in salvo con un unico volo. Purtroppo non è avvenuta la stessa cosa a Porto Rico.

Sylvie Bedrosian, presidente di un’associazione animalista, ha chiarito come circa duemila portoricani sono stati costretti a lasciare i loro animali sull’isola. Questo in virtù del limite delle venti libbre, corrispondenti a nove chili, che tutte le compagnie aeree di fatto impongono. L’assurdità che è le stive dei voli aerei sono state sequestrate, utilizzate per trasportare rifornimenti e altri beni di prima necessità. Ovvero servono per inviare dagli Usa sull’isola quello che serve. Quando poi gli aerei ripartono da Porto Rico, le stive sono vuote. Basterebbe dunque un po’ di buon senso per evitare una tragedia immane. Invece, al momento, le autorità non sembrano disposte a cedere rispetto al limite imposto per legge.

Conseguenze drammatiche e consigli utili

Drammatiche sono le conseguenze del passaggio degli uragani, come avvenuto in Texas con Harvey. Per salvare gli animali da queste catastrofi bisognerebbe agire con provvedimenti urgenti. Norme, insomma, che tengano conto della situazione d’emergenza e che tengano le maglie larghe. Ma cosa fare di fronte a calamità naturali e incendi? Alcuni consigli utili arrivano da Oscar Grazioli, in un’intervento sul quotidiano ‘Il Giornale’.

La catastrofe naturale comporta “spesso radicali cambiamenti dell’habitat che rendono la situazione drammatica al di là del numero di vittime”. Quello che possiamo fare ‘da lontano’ è “sostenere, con donazioni, organismi di provata fiducia che si occupano di queste complesse dinamiche biologiche”. Vi sono poi tutta una serie di consigli utili da tenere presenti quando abbiano in casa degli animali. Uno di questi, molto diffuso in zone a rischio, è “quello di dotarsi di un ben visibile adesivo da apporre sull’abitazione, che segnali il numero e la specie degli animali che vivono in casa”.

 

GM