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I primi 33 cani salvati dal macello a Yulin

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@Hsi

E’ iniziata la macabra mattanza al Festival della carne di cane a Yulin in Cina che, ogni anno, prende il via il giorno del solstizio d’estate e dove nell’arco di una settimana vengono uccisi almeno 10mila cani, dopo averli sottoposti a crudeli torture, in quanto solo in quel modo, la consistenza della carne risulta essere più morbida.

Immagini strazianti e soprattutto rammarico e rabbia degli animalisti che nonostante gli appelli e le petizioni internazionali, tra le quali una raccolta di 11milioni di firme, ancora una volta non sono riusciti a bloccare la manifestazione.

Come sempre, gli amanti degli animali possono solo assistere ad una tragedia annunciata e tentare di salvare, grazie al contributo di volontari e donatori, il più elevato numero di esemplari. L’organizzazione Humane Society International (Hsi) è in prima linea al festival di Yulin e nell’arco di tutto l’anno promuove campagne e riscatta cani dai macelli in Asia, cercando di fare pressioni sui governi e sulle aziende locali.

Anche quest’anno la Hsi sta promuovendo una raccolta fondi per acquistare i cani al Festival e salvarli dalla morte, ricollocandoli. Nel primo giorno della manifestazione, ecco le immagini dei primi 29 cani e 5 gatti salvati da un destino crudele.

“C’è molta  polizia quest’anno e un’atmosfera tesa, non è facile riscattare gli animali”, spiega a The Dodo, il responsabile Hsi per la Cina, Peter Li, raccontando che “i cani e i gatti erano spaventati, soprattutto gli esemplari più anziani che sembrano terrorizzati. E’ scioccante pensare che se non fossimo arrivati, tutti questi animali sarebbero stati bastonati a morte e poi mangiati”.

Una modalità cruente che sconvolge i testimoni che si recano all’evento per salvare piccole vite. Tuttavia, come emerso da una recente indagine, pare che i riflettori internazionali sulla manifestazione abbiano provocato una reazione inversa nella popolazione e che il consumo di carne di cane dal 2010 ad oggi sia di conseguenza aumentato del 50%, come provocazione.

Anche il governo cinese non ha mai appoggiato la manifestazione e solo quest’anno ha invitato le autorità locali a sospendere la manifestazione, essendo un festival che non ha una vera e propria tradizione nel paese, in quanto non tutte le etnie in Cina mangiano carne di cane. Il clima è molto teso e le stesse autorità hanno chiesto ai commercianti di non creare polemiche con gli animalisti.

Fortunatamente, i primi esemplari sono stati salvati e trasferiti in un rifugio dove sono stati sottoposti alle prime cure mediche: “Una volta che hanno realizzato che non volevamo picchiarli, ma che volevamo solo fargli del bene, hanno avuto subito una risposta positiva e hanno iniziato a scodinzolare”, racconta Li.

Un evento commovente per i volontari: i cani salvati saranno poi dati in adozione ad alcune famiglie in Cina ma anche e soprattutto, dopo tutti gli accertamenti e i dovuti documenti, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.