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La profonda amicizia tra un uomo e una famiglia di orsi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:49
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Vale sempre la pena riportare notizie successe nel passato non di certo più recente, per lanciare un messaggio: l’amicizia fra un uomo e una famiglia d’orsi.

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Un uomo stringe una potente e vera amicizia con una famiglia di orsi (Fonte Twitter)

Ci sono notizie che non passano mai di moda. Accadono e vengono raccontate per lasciare un determinato messaggio. Un messaggio che nella maggior parte dei casi tende a parlare al cuore delle persone, per cercare di da loro una visione più alta, che vada ogni confine tra essere umano e animale.

Proprio così. Molto spesso siamo abituati a pensare che tra l’essere umano e una determinata categoria di animali non ci possa essere una vera e propria amicizia. Non esiste niente di più falso e tutto questo viene dettato solamente da un’esperienza personale che non può valere per tutti.

Per questo bisogna andare a fondo. Spesso la verità non si trova in superficie, ma nei meandri della situazione stessa. Come successe ben 44 anni fa, quasi una data da nozze d’oro, quado un uomo, che viveva nell’ex Unione Sovietica, strinse una vera e propria amicizia con una famiglia d’orsi. Una storia che non è mai passata di moda e che mira a sensibilizzare su un aspetto molto importante: la collaborazione fra umano e animale. Qualcosa di cui ci stiamo appropriando nuovamente, anche se del tutto in modo graduale.

Una famiglia d’orsi per amici: l’uomo li nutriva come fossero suoi figli

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La mamma orsa che l’uomo incontrò lungo il cammino e a cui diede da mangiare (Fonte Web)

L’essere umano può stupirci, in modo positivo e negativo. Chiarendo sempre che un essere umano, tra le altre cose, è un essere come noi, né più né meno, almeno a livello fisico. Poi, l’intelletto o l’emozione, bisogna farli girare nel verso giusto. Come successe a Nikolai Lukich Machulyak, che nel lontano 1976 strinse una vera e propria amicizia con una famiglia di orsi.

Questo uomo viveva nella ex e ormai passata alla storia Unione Sovietica. Lavorava in una Artel, e cioè una cooperativa della stessa Unione. Durante il periodo autunno/inverno di due anni prima, e cioè del 1974, un cacciatore uccise, in modo del tutto insensato, un orso. L’uomo dichiarò che l’orso gli aveva rovinato la tenda, ma era lui a soggiornare in posti non consoni al suo habitat natura, ma a quello dell’orso stesso.

Nikolai, a quel punto, trovò un piccolo orso, di nome Masha, che nutrì fino al 1975. Dopo un anno l’orso sparì, quasi sempre. Quasi, infatti. Un altro anno dopo si rincontrarono per caso e l’orso aveva raggiunto quota 150 chilogrammi. Nikolai, alquanto spaventato, non si diede per vinto e continuò a dar da mangiare all’orso, finché un giorno, al posto di Masha, trovò un’altra orsa di 300 chilogrammi assieme ai suoi cuccioli.

Ancora più spaventato decise di continuare a dare vita alla sua amicizia con questi bellissimi esemplari. Degli orsi avvistati da lui stesso e mai più lasciati. Finché, purtroppo, nel paese dove lui stesso abitava gli dissero che la situazione poteva diventare molto pericolosa. Nikolai, col cuore infranto, lasciò perdere gli orsi, che sparirono per nulla, ma una vera amicizia.

Una storia che è rimasta per sempre un punto fisso per far capire come essere umano e animale, nel momento del bisogno possono cooperare. Concetto che ancora oggi, purtroppo, sfugge a molti.

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Davide Garritano