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Randagi, la Russia rassicura: “Nessuna strage in vista dei Mondiali”

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Mondiali 2018, niente sterminio di cani randagi ed altri animali

Gli animali randagi di Mosca e delle altre città russe che ospiteranno le partite dei Mondiali non hanno nulla da temere. Lo afferma il Cremlino.

Il movimento ZeroHackathon si è schierato apertamente contro ogni possibile episodio di maltrattamento contro animali randagi in Russia, ora che i Mondiali 2018 sono alle porte. E saranno proprio Mosca ed altre città del vastissimo paese dell’Est ad ospitare la manifestazione. Su Twitter, seguendo l’hashtag #stopanimalcrueltyinsport sarà possibile aderire a questa politica filoanimalista – che a dire il vero dovrebbe rappresentare la consuetudine – ed anche le autorità locali hanno fatto sapere che impediranno in tutti i modi che cani e gatti randagi vengano sottoposti a violenze di ogni sorte.

ZeroHackathon, attraverso 300 suoi giovani attivisti, ha avanzato una richiesta al ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, giunta anche al premier Vladimir Putin in persona grazie al nostro rappresentante, Franco Frattini. Proprio quest’ultimo di recente è stato in visita a Mosca e si è parlato anche di questo aspetto legato al maltrattamento animali. Nessun randagio dovrà essere toccato durante lo svolgimento dei Mondiali ed anche dopo. La Russia si è impegnata ufficialmente a realizzare dei centri di accoglienza tutto intorno alla Capitale. Qui verranno portati gli animali prelevati per strada, per poterli sterilizzare e curare.

Randagi, nei mesi scorsi la denuncia

Di questo aspetto si era parlato già nei mesi scorsi. Infatti si temeva la messa in atto di politiche controverse volte a preservare il decoro e le buone apparenze anche con metodi cruenti. La presenza di animali randagi nelle città che ospiteranno l’ormai imminente Coppa del Mondo potrebbero rappresentare una macchia per gli organizzatori dell’evento. Ed anche per il governo russo. L’Enpa aveva ripreso alcune fonti russe che davano per certa questa controversa operazione di pulizia, e si era appellata all’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, affinché non accadesse nulla di crudele verso quei poveri animali. Ora, in base a quanto si apprende, sembrerebbe che le autorità del Cremlino abbiano preso a cuore la questione. Le rassicurazioni fornite circa l’incolumità degli animali sembrano corrispondere al vero. Per l’estrema soddisfazione delle associazioni animaliste che in tutto il mondo hanno seguito questa vicenda.

A.P.