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Resti di una mucca ritrovati in spiaggia: l’orrore dei bagnanti – VIDEO

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I resti di una mucca sono stati ritrovati in spiaggia in Israele, nella località di Tzuk, vicino Tel Aviv: l’orrore dei bagnanti in un video.

resti mucca spiaggia
(screenshot video)

Un gruppo per i diritti degli animali ha dichiarato al Times of Israel che le navi che trasportano bestiame in Israele spesso smaltiscono animali malati o feriti scaricandoli in mare, a volte anche se sono ancora vivi. Ne è testimonianza quanto accaduto sulla spiaggia di Tzuk a Tel Aviv, dove è stata rinvenuta a riva una carcassa in decomposizione di una mucca. Lo spiacevole spettacolo è stato testimoniato da centinaia di persone, tra cui bambini piccoli.

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Trasporto di animali: Israele prepara una legge per fermarlo

(Facebook)

Purtroppo, si tratta di una pratica talmente diffusa che la Knesset, il Parlamento israeliano, ha deciso di correre ai ripari. Circa 50mila vitelli sono stati trasportati in Israele nel solo mese di gennaio. L’anno scorso, la Knesset ha approvato in prima lettura una nuova legge che vieta il trasporto di bestiame vivo dall’Australia e dall’Europa verso il paese. La proposta di legge mira a fermare la pratica del tutto entro i tre anni dall’approvazione delle norme. Nella proposta di legge viene spiegato che gli animali sono soggetti a un grave sovraffollamento, si inzuppano nelle loro e altre feci di animali e soffrono di sovraccarico di calore e di gravi lesioni derivanti dall’essere agitati dalle onde.

Molti di loro si ammalano o non sopravvivono al viaggio. Un comitato ministeriale ha dato il via libera al disegno di legge lo scorso luglio, dopo il quale il primo ministro Benjamin Netanyahu ha caricato una fotografia di un vitello coperto di escrementi. Lo scorso luglio, 228 avvocati hanno firmato una petizione per chiedere l’interruzione delle spedizioni in maniera immediata. Anche i rabbini, capi religiosi della comunità ebraica, si sono espressi con forte contrarietà rispetto a questa pratica. Tuttavia, 685.000 vitelli e agnelli sono stati spediti in Israele nel 2018, rispetto ai circa 500.000 del 2017 – un aumento del 37%. Uno degli episodi che ha suscitato più clamore è quello delle 2.400 pecore morte e gettate in mare.

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