Home News Ridotta pelle ed ossa, lasciata morire legata ad una catena

Ridotta pelle ed ossa, lasciata morire legata ad una catena

CONDIVIDI

akita

Storie raccapriccianti all’ordine del giorno che portano ad interrogare sulla crudeltà di cui è capace un essere umano. Casi come Mojo, il cucciolo di pit bull lasciato morire in casa dal suo padrone, salvato per miracolo, oppure come il recente salvataggio di un bassotto di 11 anni e di un beagle di 5 anni, che i padroni, in Francia, stavano lasciando morire di fame, perché non avevano entrate economiche. Una piccola cagnolina di Akita Inu è ricoverata in gravi condizioni dopo essere stata vittima di maltrattamenti da parte della sua proprietaria, la quale ha minacciato di abbandonarla se nessuno veniva a prendersela.

La storia si ripete, questa volta in Brasile, nel nord del Minas Gerais, dove in una clinica di Montes Claros, è stata ricoverata, in condizioni disperate, una cagnolina, di razza Akita Inu, abbandonata a se stessa dalla sua proprietaria che, alla fine, ha deciso di darla in adozione, dopo averla maltrattata fino a ridurla in fin di vita.

Sul caso è intervenuta un’associazione animalista che gestisce un rifugio per animali, fondato da Patricia Gomes che ha preso in cura il cane. La povera cagnolina, chiamata Akita era completamente denutrita e legata ad una catena. Quando i volontari sono giunti sul posto non potevano credere ai  loro occhi, scioccati dal fatto che la proprietaria li avesse chiamati, dicendo che il cane era leggermente denutrito.
Il cane, all’arrivo dei volontari, era in così pessime condizioni che stava per morire, ed era così magro tanto da sembrare deformato: “Le diedi dell’acqua e lei ha bevuto come se non vedesse del liquido fresco da molti giorni. Il primo veterinario che l’ha vista ha detto che sarebbe stato questione di poche ore che la piccola sarebbe morta il giorno stesso”.

In base all’età, l’esemplare avrebbe dovuto pesare 18 kg, laddove ne pesava solo 7: “Quando è arrivata, non dava segni di reazione, allora abbiamo cominciato a darle antibiotici e a somministrale il cibo con la sonda”, ha spiegato la veterinaria Claudia Pormmam, che ha soccorso Akita.

Non contenta di tutto ciò, la proprietaria, irritata dal comportamento dei volontari, ha deciso d’intraprendere un’azione legale per riottenere la custodia del suo cane. Fortunatamente, è intervenuta un’altra associazione la arpj che ha deciso di presentare una contro denuncia per maltrattamento di animali. Le autorità hanno respinto la richiesta della proprietaria del cane, considerando le condizioni in cui aveva ridotto il povero animale. La veterinaria che ha salvato Akita ha ricordato che il maltrattamento di animali, nel paese è un reato punibile fino a 4 anni di carcere. Tuttavia, lamentano le associazioni brasiliane, che per poter denunciare un reato contro animali, devono rivolgersi alla polizia militare. Un iter burocratico piuttosto lungo che l’associazione è disposta ad affrontare.