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Rimini, stroncato traffico illegale di cuccioli dall’Est Europa

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Dopo una indagine durata mesi, la Polizia Giudiziaria di ‘Fare Ambiente’ di Rimini ha finalmente messo fine ad una vergognosa tratta di cuccioli. Il traffico illegale andava avanti da parecchio tempo ed aveva luogo con l’Est Europa, dalla quale giungevano nella città romagnola numerosissimi animaletti privi di qualsiasi certificazione sanitaria legittima. L’espediente per poterli vendere consisteva nel dotarli di documenti falsi, visto che i cani per legge non possono essere commercializzati fino ad una certa età. Nell’operazione che ha fatto saltare questo business vietato sono stati anche salvati undici cagnolini.

Simona Santoni, coordinatrice provinciale del Movimento Animalista, assieme alla sua vice Sonia Balzani, rivolgono un invito ai cittadini a prestare la massima attenzione quando si tratta di dover acquistare un cucciolo. E l’allerta deve essere massima soprattutto in prossimità di eventi come il Natale, dove la volontà da parte dei genitori di fare un bel regalo ai propri figli aumenta di conseguenza. Ma non va dimenticato che occorre restare nell’ambito della legge. In una nota viene riportato: “Dietro un quattrozampe acquistato in negozio potrebbe nascondersi una vittima della tratta di cuccioli dall’Est. Il business illecito è ancora fiorente, nonostante il divieto di introdurre sul territorio nazionale cani o gatti privi di sistemi di identificazione individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie.

Oltre allo squallido e terribile trattamento a cui sono sottoposti, si corre anche il rischio di diffondere le malattie proprie della specie, come ad esempio la rabbia. Che rappresenta un pericolo anche per l’uomo. Potrebbero portare in Italia germi, batteri e virus tipici della loro zona di nascita, contro i quali i cani nostrani non hanno difesa”.

Cuccioli dall’Est, a volte i negozianti sanno

Il comunicato prosegue con purtroppo la tendenza in molti casi a non prestare attenzione a questi rischi. “Purtroppo il divieto è inascoltato e le leggi non sono applicate con il rigore auspicabile. Dall’Est continuano ad arrivare cuccioli allo stesso ritmo, spesso con un libretto di vaccinazione fasullo. Non esistono i controlli sanitari come non esistono le vaccinazioni:. I cuccioli vengono tolti alla madre appena svezzati e caricati su furgoni o camion, a centinaia, dentro gabbie o peggio ancora stivati sotto i sedili per poi finire in negozi o fiere”. E’ stato stimato che il traffico illegale di cuccioli frutta addirittura 300 milioni di euro all’anno.

Gli animaletti vengono acquistati dai malfattori per 60 euro e rivenduti a prezzi anche 20 volte superiori. Oppure vengono ‘allevati’ in proprio, sfruttando cani femmine da abbandonare una volta che non servono più allo scopo di procreare in serie. La Santoni e la Balzani parlano anche di una sorta di connivenza da parte di alcuni negozi di animali. I loro proprietari sono consapevoli della provenienza dei cuccioli ma a volte mentono, affermando che sono loro stessi ad allevare i cuccioli.

“In questi casi bisognerebbe farsi rilasciare una dichiarazione scritta che contenga tutte queste affermazioni sottoscritte e firmate. Se il commerciante fa riferimento ad un allevamento, allora fatevi dare le generalità dello stesso. Nome, cognome ed indirizzo dell’allevatore, perché in questi casi non vige alcun diritto di privacy. Quella del traffico illegale di cuccioli è una piaga molto difficile da combattere purtroppo.