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Rinviato a giudizio il poliziotto che uccise il pitbull durante l’arresto a Napoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:05
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La vicenda del pitbull di Napoli ucciso dall’agente di polizia a luglio 2019 aveva fatto molto scalpore dopo che alcuni testimoni avevano ripreso la scena raccapricciante. Dopo svariate polemiche il poliziotto è stato rinviato a giudizio.

Poliziotto spare e uccide il pitbull di Napoli
Poliziotto spare e uccide il pitbull di Napoli (Screen Video )

Il video era infatti diventato virale e moltissime persone avevano chiesto giustizia per Rocky il pitbull  di proprietà di un ragazzo 25enne agli arresti domiciliari che non poteva essere detenuto nell’abitazione del ragazzo.

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La vicenda della morte del pitbull Rocky ucciso dal poliziotto

Rocky il pitbull ucciso dalla polizia

A quanto risulta gli agenti si erano recati nell’appartamento proprio per notificare il fatto che il cane non potesse stare con il detenuto  durante la sua condanna.

Ma  il ragazzo vedendosi portare via il suo amato cane, e la sua unica compagnia durante gli arresti, reagì e gli agenti furono costretti a portare via il cane con la forza. L’uomo vedendo la scena corse in strada ,e il cane vedendo aggredire il suo proprietario a sua volta aggredì un’agente di polizia in borghese.

Un altro agente vedendo la situazione sparo al cane ferendolo e costringendo il suo collega a lasciare la presa de guinzaglio. Il cane ferito ma scodinzolante si diresse verso il suo amico umano che lottava con forza per raggiungere il suo adorato Rocky, ma il poliziotto che aveva sparato precedentemente, sparò un altro colpo uccidendo il cane.

La vicenda fece molto discutere e gli animalisti si scagliarono violentemente contro la decisione presa dal poliziotto.

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Piera Rosati presidente della LNDC (Lega Nazionale del Cane)  si era indignata per il comportamento del poliziotto, e aveva più volte chiesto giustizia per la povera creatura che dal video pubblicato non sembrava rispecchiare la ferocia descritta per giustificare gli spari.

Dopo la sentenza la Rosati aveva infatti postato nuovamente il video del terribile gesto nei confronti del cane scrivendo come didascalia : “Rocky ti avevo promesso giustizia e così è stato. La battaglia è stata difficile ma ce l’abbiamo fatta: imputazione coatta per l’agente di polizia che ti ha ucciso! Oggi, in tribunale tutti, ma proprio tutti, eravamo la tua voce. Grazie Rocky, per la testimonianza che hai lasciato, per l’amore e la dignità che ti hanno accompagnato fino al tuo ultimo respiro”.

“Rocky, ennesima vittima dell’ignoranza e della crudeltà umana, ucciso il 12 luglio 2019 per mano di un agente della Polizia di Stato”.

Ma se da un lato gli animalisti hanno combattuto per avere giustizia, dall’altra i sindacati hanno cercato in ogni modo di far valere la loro tesi , ovvero quella di legittima difesa che ha visto costretto il poliziotto a difendersi.

In una nota diffusa Roberto Massimo Segretario Generale Provinciale del sindacato della polizia USIP di Napoli ha spiegato il perché i poliziotti agirono pensando prima a tutelare la loro incolumità.

In un post pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale dell‘Usip si può infatti leggere : ” i poliziotti che spararono al pitbull salvarono la vita ad un operatore di polizia coinvolto, aggredito dal cane stesso. Fermo restando l’amore ed il rispetto che abbiamo per i nostri amici a 4 zampe, la necessità di uccidere l’animale fu motivata dall’esigenza del momento ed è condivisibile, poiché la tutela di un essere umano, di un cittadino o, come in questo caso, di un operatore di Polizia, si chiama legittima difesa.

Il poliziotto attualmente è stato rinviato a giudizio ed è in attesa di processo.

+++ATTENZIONE IMMAGINI FORTI+++non adatte a persone sensibili


L.L.