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Romeo, il gatto ‘sfrattato’ a Sanremo: una petizione ne chiede il ritorno a casa

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romeo

La vicenda di Romeo, il gatto sfrattato dopo 10 anni dall’ospedale in cui era praticamente cresciuto, ha fatto parlare molto, generando discussioni su quanta poca delicatezza sia stata usata nei confronti di questo animale innocente. Il felino era stato cacciato negli ultimi giorni. Ma subito è sorta una petizione pubblicata sul portale firmiamo.it per chiedere alla ASL di Sanremo di ristabilire la situazione a come era stata in tutto questo tempo. Nella stessa si chiede che Romeo venga riaccolto lì dove viveva, tra la segreteria ed il pronto soccorso dell’ospedale ‘Borea’ del comune ligure. In tanti fra infermieri e medici erano contenti di vederlo.

E lo stesso vale anche per i pazienti, tutti allietati della sua presenza. Romeo non ha mai dato fastidio a nessuno. Ed essendo un gatto, la sua presenza risultava particolarmente gradita. Questi animali infatti sono molto discreti per natura. Ma la decisione di qualcuno ha fatto si che una condizione tutto sommato felice si interrompesse. Ad ora sono già più di 100 i firmatari che hanno richiesto espressamente ai vertici della ASL sanremese, alle autorità ed a chiunque abbia il poter di poter fare qualcosa di riportare ‘a casa’ Romeo. Le sue fusa mancano a tutti.

Romeo, tutti lo rivogliono nell’ospedale dove ha sempre vissuto

La petizione riporta il seguente testo: “Per chi frequenta spesso, purtroppo, l’ospedale ‘Borea’ di Sanremo, il gatto Romeo era diventato un amico e una presenza lieta e la mascotte dell’ospedale. Da più di dieci anni il micio gironzolava tra il pronto soccorso e la portineria, ricevendo carezze e facendo le coccole a tutti, dando un po’ di sollievo e affetto a chi si trovava in ospedale per qualche brutto motivo. La sua presenza era ricostituente per i pazienti: una pet therapy apprezzata da tutti”.

Romeo nel frattempo è stato momentaneamente adottato da una infermiera. La quale ha così evitato che il gatto finisse in una colonia felina o in un gattile. La dipendente dell’ospedale ovviamente spera di far tornare Romeo nelle corsie dov’è cresciuto. La speranza è che la voce di tanti non rimanga inascoltata. E che il buonsenso possa infine riuscire a prevalere in questa storia.