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Sale in ascensore, picchia il cane e saluta la telecamera di sorveglianza

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Un gesto che significa tutto quello con il quale un giovane trentenne di nome Richard Cheshire saluta la telecamere di sorveglianza di un ascensore: “OK”.

Un “ok” che sopraggiunge dopo che per ben quattro minuti il giovane ha colpito il suo cane di nome Pedro che ha prima fatto entrare di forza. Nel video si vede chiaramente l’animale, di razza pit bull, terrorizzato, accovacciato in un angolo dell’ascensore, che guarda impaurito e tremolante il padrone.

Ciò non ha impedito a Richard di colpire il cane con dei calci, poi sputandogli addosso. Il giovane è stato inchiodato dalle telecamere che hanno ripreso tutti i maltrattamenti. Mr Rafe Turner, perseguire, ha detto: “Quello che si vede è il cane gettati sul pavimento del pianerottolo e ha colpito almeno due volte e sputò. In realtà, le telecamere del palazzo hanno ripreso anche gli istanti prima: ovvero il cane, nei corridoi dell’edificio stava cercando di scappare dalle percosse di Richard, rifugiandosi nell’ascensore, dove non ha più avuto una via di fuga.

Sul caso, la società di protezione animali britannica, la RSPCA ha avviato un’indagine. Individuato e accusato di maltrattamenti, il giovane residente ad Oldbury, nel West Midlands, in Inghilterra, è stato condannato a 12 mesi di lavori sociali in una comunità e dovrà anche pagare 400 euro di multa.

Durante il processo, il legale di Richard ha sottolineato che il giovane stava passando un periodo di depressione, provocato anche dall’abuso di alcool, spiegando che il cane era un randagio che il giovane aveva trovato una settimana prima dell’incidente con i maltrattamenti, ribadendo che il ragazzo è un amante degli animali. Non a caso, il giovane si è dichiarato colpevole, pentendosi di aver provocato una inutile sofferenza all’animale.

La tesi sostenuta dalla difesa non ha convinto i giudici che nella sentenza hanno anche vietato a Richard il possesso di animali in futuro. Un sentenza accolta favorevolmente dalla Rspca che ha rassicurato sul fatto che il cane, fortunatamente non all’epoca dei fatti, non ha riportato gravi ferite e che dopo il sequestro ha subito trovato una nuova casa.