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L’esperta: “non esistono razze più o meno aggressive” ecco cosa ha ucciso Gianluca

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Sbranato dal cane: non c’è una razza più aggressiva dell’altra

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Cane Corso

All’indomani dell’ennesima tragedia registrata a Roma, dove un uomo di 43 anni è stato aggredito dal suo cane, morendo dissanguato, per strada, si moltiplicano gli interrogativi sull’aggressività dei cani e sul tema delle razze considerate “pericolose”.

In base agli ultimi sviluppi, un testimone avrebbe sentito urlare il giovane uomo e forse anche altri due cani oltre al cane corso di nome Tiago, accusato di aver aggredito il padrone,

Tuttavia, pare che gli stessi operatori che hanno preso in custodia Tiago abbiano notato dei segni, come di un morso, sul dorso. Il cane dovrà seguire sarà una profilassi antirabbica per altri 7 giorni ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria.Sul corpo della vittima sarà effettuata un’autopsia comparando le impronte dentali lasciate sull’avambraccio sinistro e sulla mano destra di Gianluca, con le impronte del cane.

Il cane non sarà abbattuto ma con molte probabilità verrà rieducato e forse dato in adozione.

“Di questi segni su Tiago non so nulla, io ho pensato subito che fosse stato lui perché appena mi sono avvicinata a mio marito che era a terra immobile, mi ha addentato a un braccio. Magari non fosse stato! Almeno in questa tragedia avremmo una piccola consolazione”, ha commentato la moglie della vittima confermando che “una volta Tiago si era rivoltato contro mio figlio, mi spaventai e dissi a Gianluca di darlo via. Ma lui lo adorava quel cane. Così, nonostante lo avessimo fatto addestrare anche da piccolo, questa estate abbiamo fatto dieci lezioni di recupero comportamentale, tutti insieme, noi e i nostri due bambini. Non sono servite”.

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Nel 2009, è stato abolito il divieto razze pericolose, risalente al 2006, introdotto dall’allora Ministro Livia Turco tramite l’ordinanza sulla “tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani“, che introdusse un elenco di 17 razze considerate pericolose. Nel 2009, il divieto venne abolito tramire l’ordinanza del 23 marzo a firma del Sottosegretario alla salute Francesca Martini che cancellò la lista di razze pericolose specificando che “non è possibile stabilire il rischio di una maggiore aggressività di un cane sulla base dell’appartenenza a una razza o ai suoi incroci“.

Tuttavia, di fronte al sempre più crescente numero di aggressioni di cani a persone, ad altri cani, spesso letali, il tema è più attuale che mai e va di pari passo con la moda e la diffusione di alcune razze come pitbull, amstaff, cane corso o rottweiler, al centro di aggressioni spesso mortali.

L’addestratore Paolo Caldora commentando il dramma ha sì ribadito che non si tratta di parlare di razze più aggressive di altre, ma di pericolosità della presa ovvero la pressione masticatoria di alcune razze, più potente rispetto ad altre. Per cui, secondo Caldora, si rivela non solo necessario informare ma anche in alcuni casi, limitare alcune razze o intraprendere dei provvedimenti per tutelare le persone e gli stessi animali.

Aggressività dei cani è innata

Sul tema è anche intervenuta Silvia Marocchi, giudice esperto dell’Enci, Ente Nazionale Cinofilia Italiana confermando ricordando che “l’aggressività è una delle doti necessarie alla sopravvivenza degli animali, è una dote innata. In questo senso non esiste una razza più predisposta o meno predisposta. Sono legate alla sopravvivenza dell’animale”.

Marocchi ha spiegato che “l’aggressività è una delle doti necessarie alla sopravvivenza degli animali, è una dote innata. In questo senso non esiste una razza più predisposta o meno predisposta. Sono legate alla sopravvivenza dell’animale. Si parla di aggressività per sopravvivenza. Il cane può diventare aggressivo perché magari c’è una scarsità di risorse, una scarsità di cibo e allora diventa aggressivo con delle altre specie per contendersi la risorsa primaria che è il cibo, per esempio”.

In alcuni casi, i cani mostrano aggressività nell’ambiente domestico e nei riguardo del padrone, come nel caso del cane corso come emerso dalla dichiarazione della moglie della vittima “era aggressivo. Avevamo provato a rieducarlo, ma era comunque pericoloso”.

Dal punto di vista dell’Enci, vi è una selezione delle razze per cui “i cani aggressivi, verrebbero esclusi dalle prove. Per l’Enci il controllo e la docilità che il cane deve avere nell’accettare il suo umano come capobranco sono fondamentali. Per noi priorità è salute dei cani e tutela delle razze. Ci sono razze che sono selezionate da più di 200 anni”.

Ancora una volta, secondo l’esperta dell’Enci, “il problema fondamentale, comunque, è sempre l’uomo: magari i padroni insegnano al cane, non lo portano, non lo fanno socializzare”.

Tuttavia, in molti paesi, come recentemente in Belgio, vi sono delle norme precise per le razze pericolose.

Alla luce di questi fatti, sia per tutelare l’animale che le persone, non è più ammissibile negare la pericolosità di alcune razze, non per l’aggressività quanto per la loro mole e forza masticatoria. In tal caso, dietro al tema animalista, potrebbe in realtà celarsi la tutela d’interessi dei privati.

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C.D.

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