Home News “Scarcerato” il dobermann killer di gatti: il caso ha sollevato la polemica...

“Scarcerato” il dobermann killer di gatti: il caso ha sollevato la polemica delle associazioni animaliste

CONDIVIDI
Dobermann
Dobermann

Avevamo seguito la polemica tra l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (AIDAA) ed Edoardo Stoppa, il noto sostenitori degli animali, inviato di Striscia la Notizia di Canale 5, che aveva preso la difesa dei proprietari per il dissequestro del dobermann di 8 anni, di nome Jordan, accusato di essere stato un killer di gatti.

In realtà, il dobermann era aizzato dal padrone che lo aizzava contro i gatti. Tanto che l’uomo, il prossimo 4 novembre dovrà presentarsi davanti al Tribunale di Brescia, con l’accusa di uccisione di animali e stalking nei riguardi della sorella, del cognato, dei nipoti e della madre. Il proprietario di Jordan, Angelo Baselli  è accusato di aver istigato il cane ad uccidere i gatti della famiglia di sua sorella, nell’ottobre del 2015.

Il cane avrebbe così ucciso ben 15 gatti, tra cui in alcuni casi, l’uomo era stato precedentemente denunciato nel settembre del 2015, per aver addirittura schiacciato dei gattini con il suo trattore.

Per Angelo Baselli era stata chiesta una condanna a quattro mesi, anche se i giudici di Brescia nel corso del primo processo hanno ritenuto che “il fatto non sussiste”. Tuttavia, il proprietario del dobermann dovrà ora rispondere di stalking.

In attesa dell’udienza del processo che si svolgerà a novembre era stato chiesto il dissequestro del cane, che per prevenzione era stato trasferito in un canile sotto tutela giuridica. Il Tribunale del Riesame di Brescia ha pertanto ritenuto che il cane deve essere  “scarcerato”.

Una notizia che è subito rimbalzata sulle pagine dei quotidiani e la stessa Aidaa prima dell’udienza del Riesame che ha stabilito il dissequestro aveva auspicato che il giudice confermasse il sequestro per poter subito intervenire e “chiedere l’adozione del cane e poterlo  rieducare in modo che possa trovare finalmente una nuova famiglia”.

“La differenza tra noi e chi si vanta di salvare gli animali abbracciandone gli assassini è che per noi quel cane non deve stare un minuto in più in canile ma non per tornare nella sua famiglia, ma perché vogliamo darle una nuova possibilità di vita felice”, ha scritto in una nota il presidente Aidaa Lorenzo Croce, ricordando  la polemica con Stoppa, accusato dalla stessa associazione di aver abbracciato una persona ritenuta colpevole non davanti la giustizia ma dal pensiero comune, di uccisione di animali.