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Sequenziato Rna di un cucciolo di cane del Pleistocene di 15mila anni fa

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Sequenziato Rna cucciolo Pleistocene 

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Il cucciolo del Pleistocene

A Tumat, nella repubblica di Sakha nota anche come Yakutia nel nord est estremo della Siberia, i ricercatori hanno ritrovato il corpo intatto di un cucciolo di cane risalente a 14300 anni fa, al periodo del Pleistocene.

L’eccezionale stato di conservazione del cucciolo riemerso nel 2015 ha consentito ai ricercatori di studiare le copie funzionanti dei geni. Infatti, il Dna, preservato in condizioni ottimali, può sopravvivere per migliaia di anni. Inoltre, i denti del cucciolo erano intatti.

Gli scienziati sono stati in grado di isolare l’RNA – l’acido ribonucleico, rivelando alcuni segreti sull’evoluzione della creatura. La difficoltà consisteva nell’agire rapidamente in quanto l’Rna si scompone velocemente. Grazie a questo cucciolo, sono stati prelevati e isolato l’Rna di una cellula antica.

Lo studio ha permesso di capire come a differenza del Dna, l’RNA è la copia di lavoro di un gene, estremamente importante, che può fornire indicazioni su come funzionavano geni specifici quando erano inattivi.
L’Rna ha vari ruoli biologici di codifica, decodifica, regolazione e l’espressione dei geni

Grazie alla scoperta, è stato analizzato l’Rna del fegato del cucciolo, della cartilagine e del tessuto muscolare.

“Precedentemente i ricercatori del DNA sono stati riluttanti a tentare di sequenziare l’RNA antico perché è generalmente più instabile del DNA e più incline al degrado enzimatico”, ha spiegato il dott. Oliver Smith, dell’Università di Copenaghen, che ha pubblicato lo studio su PLOS Biology, intitolata “Ancient RNA from Late Pleistocene permafrost and historical canids shows tissue-specific transcriptome survival“.

“Tuttavia, in seguito ai nostri recenti successi nel sequenziare l’antico RNA dal materiale vegetale, abbiamo ipotizzato che un campione animale ben conservato, congelato nel permafrost, potesse trattenere abbastanza materiale da sequenziare. er nostra gioia, abbiamo scoperto che non solo abbiamo trovato l’RNA da vari tessuti, ma in alcuni casi il segnale era così forte che abbiamo potuto distinguere tra i tessuti in un modo che abbia un senso biologico”, afferma lo studioso.

In base alle ipotesi, il cucciolo sarebbe un ibrido lupo cane, uno dei primi esemplari addomesticati migliaia di anni fa.

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L’importanza della ricerca è rilevante. “Ad esempio, molti virus di oggi hanno genomi dell’Rna e le sue sequenze sono cruciali per capire la complessità della regolazione genica. Questo ha ripercussioni quando si tratta di stress o di tensioni ambientali che hanno portato all’evoluzione”.

Lo studio ha confermato che l’RNA è in grado di sopravvivere nel tessuto dei mammiferi per un lungo periodo ed è un potenziale per l’identificazione dei tessuti. Infine, la ricerca apre nuovi scenari per identificare l’attività e l’adattamento del genoma in vita, se sequenziato grazie alle nuove tecnologie.

C.D.

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