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Sesso col suo cane: condannata una donna scozzese

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Suzie Cairns

Una donna dell’East Lothian, in Scozia, ha realizzato un video in casa dove è apparsa mentre faceva sesso con il suo cane Labrador. La donna, nonostante le immagini, ha poi negato l’evidenza. Ha spiegato: “Non era un rapporto sessuale quello che avevo con il cane, ed è quello che era implicito. Quello che viene detto è che ho fatto sesso con il cane e non l’ho fatto”. Suzie Cairns, 39 anni, che ha anche ammesso di avere foto a carattere pedopornografico è stata condannata a Livingston Court nel pomeriggio di venerdì 9 febbraio.

Secondo il Daily Mail, stava conducendo il servizio comunitario sotto controllo per tre anni. C’era contro di lei un ordine di recupero della comunità come alternativa diretta ad una pena detentiva. La Cairns è stata interrogata e il suo cellulare è stato esaminato dagli agenti, che hanno trovato immagini indecenti. Nello specifico, sono state rinvenute 161 fotografie di pedopornografia, inoltre la polizia ha trovato il video in cui ha fatto sesso con il suo cane. Dopo aver ammesso le diverse accuse e essere stata arrestata, ha assicurato che “ho avuto solo una lunga giornata, non mi sentivo bene e volevo solo tornare a casa e riposare”.

Sesso col suo cane: le accuse e la difesa

Il procuratore Jim Robertson aveva detto alla Livingston Sheriff Court che il video incriminato “sembrava essere un selfie che coinvolgeva l’accusata e il suo cane”. Quando la polizia aveva fatto irruzione in casa della donna, il labrador era lì con lei. Dopo quanto accaduto, il nome della donna rimarrà sul registro dei detenuti sessuali per tre anni con condizioni rigorose sull’accesso ai minori di 16 anni e dispositivi con funzionalità Internet.

Dovrà presenziare agli appuntamenti con il suo supervisore come e quando è richiesto per promuovere la sua riabilitazione e lavorare su “atteggiamenti e altri fattori di rischio” nascosti dietro il suo reato. L’avvocato Neil Stewart, che difende Suzie Cairns, ha ricordato che la sua assistita era incensurata. “Ora ha l’ignominia di avere una condanna come questa a suo carico”, ha evidenziato.

Il legale prosegue: “È inoltre soggetta agli obblighi di notifica nel registro dei trasgressori sessuali e, se posso esprimermi in questo modo, è stata anche sottoposta al giudizio del pubblico”. Infine ha concluso: “Ha paura di lasciare la sua casa, questo le sta causando il suo disagio, ma accetta che si è messa in quella situazione. Non sto cercando di scusare le sue azioni”.

GM