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Sparano ai lupi, ma si tratta di carabinieri in attività di monitoraggio: denunciati

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caccia lupo
Amano la caccia al lupo, i carabinieri li scoprono per caso e li denunciano per vari reati

Una vicenda assurda ha portato alla scoperta di diversi reati da parte di una coppia di fratelli: nasce tutto da una caccia al lupo improvvisata.

È costato caro a due fratelli della provincia di Pesaro-Urbino la loro passione per la caccia. I due avevano rivolto i propri fucili in direzione di alcuni ululati, credendo di poter ammazzare dei lupi in maniera indisturbata. Invece quei richiami animaleschi erano falsi, ed a riprodurli erano stati i carabinieri forestali assieme alle guardie venatorie. Il tutto allo scopo di procedere ad un monitoraggio della popolazione locale di tali animali. La vicenda si è svolta a Serra di Valpiano di Pennabilli.

La tecnica utilizzata dalle forze dell’ordine consiste nel riprodurre degli ululati registrati, con i quali recepire eventuali risposte dai lupi presenti nell’area circostante. Con questa attività invece si è riusciti a scovare la cattiva abitudine dei due, i quali hanno ricevuto un procedimento di denuncia. Come se non bastasse, a questo è seguita anche una perquisizione nella loro abitazione. E dalla stessa sono stati scoperti due revolver per uso sportivo detenuti in maniera illecita e pure degli abusi edilizi.

Caccia vietata al lupo, scoperti due fratelli

I carabinieri hanno anche tenuto una apposita conferenza stampa per parlare della vicenda. Hanno anche rivelato qualche dettaglio, come ad esempio il fatto che i colpi esplosi dai due fratelli appassionati di caccia vietata siano stati sparati da una distanza di circa 250 metri. I trasgressori hanno rispettivamente 48 e 53 anni, i quali sulle prime avevano negato ogni addebito. Complice però il fatto che i due fossero accampati in una roulotte e che il terreno sul quale è di loro proprietà.

Ma c’è chi con la caccia fa anche peggio. Si tratta di un russo, tale George Ragozin, il quale ha messo su un orribile business legato all’uccisione di animali. Tra le vittime dei suoi clienti ci sono anche diverse specie molto rare ed a rischio estinzione. Ragozin, ex medico, riesce a guadagnare cifre ingenti dai suoi safari della morte. Da tempo si è trasferito in Sudafrica ma organizza dei tour per facoltosi clienti in seguito ai quali muoiono decine e decine di animali ogni anno.

A.P.

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