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Maggior rischio di estinzione per gli animali con determinate dimensioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:37
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Degli scienziati hanno evidenziato che le specie animali che corrono un maggior rischio di estinzione in Italia e nel mondo hanno determinate dimensioni: ecco quali sono.

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La storia umana è stata contraddistinta da alcune estinzioni di massa. In merito a questa tematica si registra un recente studio presentato dai ricercatori della ‘Oregon State University’.

Le specie animali a maggior rischio di estinzione hanno determinate dimensioni

Gli scienziati statunitensi hanno avuto modo di osservare una certa predisposizione al rischio di estinzione da parte di animali di grosse dimensioni e di piccola taglia, nella fattispecie i grandi vertebrati e i piccoli artropodi. Gli esseri più al sicuro risultano essere invece quelli di taglia media.

Ad oggi sarebbero ben quattromila le specie animali che si trovano nella lista di quelle esposte al concreto pericolo di sparire dalla faccia della terra. Lo ha fatto sapere l’IUCN, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Un suo esponente, il professore Bill Ripple, ha affermato che sono diversi i fattori che riguardano l’esposizione al rischio di estinzione. Tra questi ci sono proprio le dimensioni, per un discorso legato alla caccia per quanto riguarda gli animali più grandi.

Gli animali più piccoli invece sono messi a repentaglio da aspetti quali l‘inquinamento ed il disboscamento. Sono distribuiti in modo limitato e questo può comportare l’aggravamento della situazione legata alla conservazione del loro habitat.

Le estinzioni si sono ripetute con una certa ciclicità in natura. In epoca moderna però è l’uomo la principale causa di sparizione di diverse specie animali, ed anche vegetali.

La caccia figura tra le cause che concorrono più di tutte ad esporre al pericolo vari esseri, come risulta dall’allarme lanciato dal WWF. Gli esempi sono noti a tutti e vanno dagli elefanti ai rinoceronti, passando per leopardi e panda, e l’elenco purtroppo è alquanto lungo. Da tempo per fortuna vengono intraprese delle misure per contrastare il bracconaggio ed il traffico illegale legato all’uccisione di animali.

Per quanto riguarda le specie più piccole occorre fare di più. Ad esempio diversi anfibi si trovano nella red zone. Così come svariati insetti, la cui conservazione risulta essere vitale per il corretto funzionamento della catena alimentare e degli habitat di riferimento. Diversi animali potrebbero non vedersi più nemmeno qui in Italia.

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Teresa F.