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Specie invasive: in Italia entra in vigore la nuova legge

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(Pixabay)

E’ in vigore da ieri nel nostro Paese il Regolamento europeo per prevenire e gestire l’introduzione delle specie esotiche considerate particolarmente invasive dall’Unione Europea. L’elenco completo comprende 49 specie invasive più pericolose, di cui 33 sono presenti in Italia. Si passa dalla tartaruga palustre americana al gambero rosso della Louisiana, che molto preoccupa la Toscana, alle nutrie. Attualmente, si stima che siano ben 12.000 le specie ‘aliene’ introdotte in Europa, di cui più di 3.000 solo in Italia. Una delle 33 specie invasive presenti in Italia è lo scoiattolo grigio nordamericano, che, libero nella nostra natura, si è riprodotto molto velocemente.

Qualche tempo fa, la giornalista esperta in biodiversità, Claudia Fachinetti, a proposito di questo scoiattolo, sottolineava “l’impossibilità di effettuare l’eradicazione di specie animali e vegetali quando passano dall’essere piccoli nuclei, diventando popolazioni estese che si riproducono in areali tutt’altro che circoscritti e circoscrivibili”. Anche per tale ragione, il Wwf crede molto di più nella prevenzione che nella successiva eradicazione: in sostanza, per evitare danni queste specie aliene non dovrebbero essere fatte insediare. Inoltre, ecosistemi sani e ricchi di biodiversità riescono a contrastare naturalmente l’insediamento di specie aliene in maniera molto più efficace.

Specie invasive: alcuni accorgimenti da prendere

L’elenco di queste specie si allunga: appena due anni e mezzo fa, erano 37 le specie considerate invasive dall’Ue, delle quali 23 specie sono presenti in Italia. Quello che più preoccupa è che molto spesso non si conosce la pericolosità di queste specie. Prendiamo ad esempio la piccola tartaruga dalle guance rosse. Si tratta di un animale da compagnia, molto gradito dai più piccoli. Quando diventa nera e grande 30 centimetri, carnivora e vorace, in molti se ne disfano.

E qui sorgono i problemi, come rileva bene il coordinatore del progetto Life Asap Piero Genovesi. Questi spiega che “sbarazzandosene nel laghetto o nel fiume sotto casa finisce per estinguere la tartaruga nostrana” che è erbivora, danneggiando così la biodiversità. Anche per questo, il decreto sulle specie invasive da ieri in vigore in Italia impone che questi animali “vengano invece portati in strutture regionali idonee dove sarà anche istituito un registro per censire tutti gli esemplari di specie esotiche invasive dichiarati dai privati”, aggiunge Genovesi. Ma non sono solo gli animali a preoccupare. Tra le piante c’è la Panace di Mantegazza, originaria del Caucaso, che è tossica e provoca bruciature.

GM