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Sperimentazione animale, Botox: il cosmetico che uccide oltre 400mila animali

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test cosmetici animali
Test cosmetici animali

Strage di animali per il botox

Nonostante siano vietati i test cosmetici sugli animali e la stessa importazione di prodotti testati all’interno dell’Unione Europea, alcune sperimentazioni continuano ad essere condotte sugli animali tramite deroghe.

E’ il caso dei test per la tossina botulinica, nota come “botox”. Un potente antirughe e uno espediente estetico grazie al quale gonfiare alcune parti del corpo come le labbra a al quale fanno ricorso molte donne.

La Lega antivivisezione, Lav, da sempre in prima linea contro la sperimentazione animale, in un comunicato rende noto alcuni numeri emersi da un documento redatto da scienziati della Coalizione europea contro la sperimentazione animale (ECEAE), di cui la LAV è rappresentante per l’Italia.

Emerge che ancora oggi, ben 400mila animali vengono utilizzati ogni anno per i test sul botox.

“Una cifra scioccante per un problema, etico e scientifico, che denunciamo da anni e che ora è arrivato a livelli record”. Commenta Lav.

L’elemento più sconcertante dallo studio è che negli ultimi anni, nonostante il divieto e lo sviluppo di metodi alternativi nella ricerca senza animali, sono aumentati i test per la botulina sugli animali. Dal 2007 ad oggi, in Germania, Inghilterra e Irlanda i test sugli animali sono cresciuti.

Leggi il documento in inglese: Botulinum toxin testing on animals is still a Europe-wide issue

Sperimentazione animale per cosmetici

Si tratta di esperimenti letali noti come LD50, che coinvolgono topi che subiscono iniezioni nell’addome. I dati sono sconcertanti. Infatti, le cavie sono completamente coscienti. La sostanza provoca una paralisi muscolare che porta ad una morte per soffocamento.
Nel 90% dei casi, i topi muoiono durante il trattamento.
sperimentazione animale
Performance a Bruxelles contro i test su animali

“È assolutamente inaccettabile che animali senzienti siano sottoposti a una morte agonizzante per un prodotto per lo più utilizzato a fini cosmetici, nonostante sia disponibile un’alternativa non animale”. E’ il commento Michela Kuan, biologa, responsabile LAV.

La Kuan ha inoltre ricordato che “in un’epoca in cui sono sempre più diffusi e accessibili metodi sostitutivi è fondamentale che l’Europa veda, almeno, una riduzione immediata dei test sugli animali. Esortiamo tutte le aziende di botox in Europa a porre fine alla crudele sofferenza e morte di centinaia di migliaia di animali”.

 

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C.D.

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