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Sperimentazione animale: i mostri creati in laboratorio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:02
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Il cane a due teste di Vladimir Demikhov

I movimenti anti vivisezione risalgono alla fine dell’800 quando nel Regno Unito iniziarono a costituirsi gruppi a sostegno dei diritti degli animali. La vivisezione è una parola scomoda per i ricercatori che cercano di nascondere atrocità perpetrate in nome della scienza. Il nuovo rapporto sulla sperimentazione animale in Italia nel 2017 indica un aumento dell’utilizzo di cani e macachi, laddove la direttiva europea punta alla ricerca alternativa, ovvero priva di animali. E’ tuttavia evidente che si tratta invece di un settore che continua ad essere attivo più che mai.

Che sia per i cosmetici, per i prodotti casalinghi, pesticidi, animali sfruttati nell’industria automobilistica, le ripercussioni del fumo, farmaci di vario tipo o per malattie degenerative come la sla o trapianti di organi, gli animali continuano ad essere torturati, sottoposti a procedure dolorose al termine delle quali vi è la morte che sia provocata dagli stessi test come nei laboratori sulla distrofia muscolare o indotta, per eliminare le cavie.

La sperimentazione animale ha trovato nel XXI secolo un nuovo slancio con la genetica. Per cui si rinnovano gli sperimenti come nella clonazione per non parlare di sperimentazioni che probabilmente ancora non vengono diffuse.

La storia della vivisezione animale è colma di orrori. Animali ibernati o mandati nello spazio, animali ricreati alla maniera di Frankestein in un delirio onnipotente in cui l’uomo vuole sostituirsi a Dio. Ibridi animali-uomo fino al quello che oggi viene chiamata l’ipotesi di desensibilizzazione genetica ovvero togliere i geni della sofferenza in alcune specie per sfruttarle meglio come nel caso degli allevamenti intensivi, ridurre il dolore di una mucca quando viene allontanata dal suo vitello.

Il cane a due teste

Il cane a due teste

Lo scenario di oggi è frutto di un secolo di sperimenti condotti sugli animali alcuni dei quali hanno portato alla creazione di mostri veri e propri. Tra i più noti nella storia, la creazione del cane a due teste in Russia. La ricerca era condotta dallo scienziato Vladimir Demikhov che durante la guerra fredda si è specializzato nei trapianti di organi coniando la parola “trapiantologia” nel 1960 con uno studio intitolato “Experimental transplantation of vital organs”.

Per una ventina di anni, Demikohv condusse sperimenti sui cani per i trapianti. Il primo “successo” fu ottenuto nel 1946 con un trapianto intratoracico di cuore e polmone, al quale un cane sopravvisse per 9,5 ore. Dopo la guerra proseguì le sue ricerche all’istituto di chirurgia di Mosca tra il 1947 e il 1955, dove continuò i suoi sperimenti discussi. Il 29 luglio 1953 riuscì a fare il primo intervento chirurgico di bypass coronarico su un cane.

Demikhov utilizzò centinaia di cani prima di arrivare al cane a due test che sopravvisse per 29 giorni dopo l’intervento nel 1959. La creatura che è vissuta più a lungo dopo un test di questo tipo. Per creare questa creatura, lo scienziato tagliò la parte superiore di un cucciolo, preservandone la testa e alcuni organi superiori, unendola al corpo di un pastore tedesco. Per cui unì le vene preservando nell’animale il proprio sistema immunitario.

Il trapianto di testa del cane è stato la chirurgia sperimentale più controversa del XX secolo, creando polemiche alle quali Demikhov s’indignò.

Molti ricercatori continuano a chiedersi come in quell’epoca abbia fatto Demikhov a realizzare questo tipo di trapianti, dovendo ricostruire qualsiasi collegamento come quello dei vasi sanguigni. E’ stato accertato che gli animali utilizzati per la ricerca sui trapianti sono morti per il rigetto degli organi a causa della mancanza di agenti immunosoppressori.

Sperimentazioni di questo tipo, come ad esempio gli xenotrapianti trapianto di organi appartenenti a specie diverse, sono ancora legali anche in Italia come ricordato dalla responsabile nazionale Vivisezione della Lav, Michela Kuan in un’intervista. Continuare a nascondere queste cose, contribuisce unicamente a mentire alle masse.

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C.D.

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