Home News Sperimentazione animali, il report degli orrori: oltre 60 mila cani ogni anno

Sperimentazione animali, il report degli orrori: oltre 60 mila cani ogni anno

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sperimentazione animale
Beagle allevati per la sperimentazione animale

Un’inchiesta scioccante sugli allevamenti e l’utilizzo dei cani per la sperimentazione

Un’indagine condotta dal magazine theintercept, ripercorre il settore della sperimentazione animale, nello specifico quello in qui vengono utilizzati i cani.

Un settore redditizio che comprende gli allevamenti, il laboratori ma anche le lobby farmaceutiche, aziende, le istituzioni o le università. Cani allevati per essere sottoposti a torture e poi uccisi perché diventati inutilizzabili.

Intercept ha sottolineato che “molte persone si scandalizzano per la Cina o alcuni paesi asiatici dove si mangiano i cani. Pratiche utilizzate nella sperimentazione sono altrettanto disgustose di quelle con le quali vengono allevati i cani per il settore alimentare”.

Animali chiusi nelle gabbie e sottoposti a test dolorosi nell’arco di tutta la loro vita. Tra le aziende citate dal magazine americano, la Ridglan Farms Inc., una società che fornisce beagle ai laboratori di ricerca.

Cani utilizzati nella sperimentazione

Secondo i dati forniti dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, in un rapporto intitolato “Animal Usage report”, nel 2016 sono stati utilizzati 60.979 cani negli Stati Uniti per la sperimentazione. In totale nello stesso anno sono stati utilizzati 820.812 animali di specie diverse. Un numero in aumento rispetto agli anni precedenti del 6,6%.

Animali domestici che hanno le stesse esigenze e lo stesso bisogno d’affetto dei cani ospitati nelle nostre case. Esseri senzienti che provano dolore e sentimenti sottoposti a torture legalizzate.

La maggior parte dei cani utilizzati nella sperimentazione animale sono beagle. Il motivo non è genetico. I ricercatori prediligono i beagle perché si tratta di una razza docile, che ha fiducia nell’uomo e possono essere pertanto maneggiati bene dai ricercatori.

Ovvero, essendo dei cani amorevoli, gli scienziati possono sfruttarli meglio. E’ quanto indicato nei manuali messi a disposizione dalle autorità stesse.

Nella sperimentazione animale ci sono degli standard con i quali viene tutelato il benessere degli animali. Tuttavia, spesso sono violati con delle deroghe e anche se vengono rispettati gli standard, gli animali provano delle sofferenze atroci.

L’utilizzo dei cani è destinato a ricerche di vario tipo: sia per i cosmetici, per i prodotti domestici, chimici o pesticidi, che per le malattie.

Cani torturati per la scienza

I cani vengono sottoposti a condizioni di vita terrificanti. Affamati, paralizzati da malattie, privati di organi, di parti del copro o dei loro occhi. I virus vengono iniettati nel loro corpo, in alcuni casi nel cervello.

La Ridglan Farms Inc., uno dei tre maggiori allevamenti negli USa, rifornisce diverse università tra le quali l’Università del Wisconsin, l’Università del Minnesota e vari college all’interno del Sistema universitario della California.

Alcuni attivisti si sono avvicinati all’allevamento, denunciando l’orrore. I cani sono allevati in condizioni disumane, in gabbie minuscole, non possono uscire, si disperano, mordono le sbarre delle gabbie. Un odore fetido simile a quelli dei macelli in Cina.

Molti “cani da ricerca” non vedono mai la luce del sole. I laboratori si distinguono in due categorie, quelli autorizzati ad allevare cani, quelli che acquistano i cani. Alcuni laboratori e allevamenti applicano anche la “devocalizzazione”, ovvero “una procedura chirurgica che rende fisicamente impossibile abbaiare”.  In questo modo, i cani non disturbano i ricercatori.

L’organizzazione animalista White Coat Waste Project ha condotto un’indagine dalla quale sono emersi nuovi dettagli. “Ci sono test che utilizzano cuccioli di sei mesi sottoposti ad esercizi estenuanti, costretti a correre sui tapis roulant”.

Lo scopo della ricerca è di portare i cani all’estremo di provocare in loro attacchi di cuore, per poi sottoporli ad interventi chirurgici invasivi e perforazioni craniche per studiare le reazioni neurologiche.

Ricerche sugli animali

Nonostante molti scienziati abbiano confermato che i risultati dei test sugli animali non sono compatibili per gli umani, il settore della sperimentazione animale persiste. Secondo alcuni dati ufficiali il 95% dei farmaci che superano test sugli animali – compresi i beagle falliscono negli umani perché non funzionano o sono pericolosi. Le ricerche condotte sugli animali per il morbo di Alzheimer, hanno un fallimento che arriva al 99,6%.

Tra le pratiche in uso per lo studio delle sostanze tossiche vi è quella del “gavage orale”, con il quale gli animali vengono forzati ad ingerire quelle sostanze. Si tratta di un test nel quali gli animali soffrono molto e una procedura crudele molto diffusa nei laboratori.

“I cani vengono spesso mutilati, torturati e uccisi attraverso abusi sadici, sperimentazione spericolata o semplicemente negligenza”, denuncia Lawrence Hansen, professore di neuroscienza all’Università di medicina di San Diego.

Lawrence ha raccontato a theintercept di essersi pentito e di aver effettuato test sui cani per diversi anni. “Quando sono tornato alla facoltà di medicina, mi è stato chiesto di tagliare e uccidere i cani – un Golden Retriever e un laboratorio nero – per delle dimostrazioni di pratica chirurgica. In quest’ultimo caso, siamo stati costretti a eseguire interventi chirurgici settimanali sugli stessi cani fino alla fine della lezione e fino a quando, francamente, i cani non sono stati in grado di sopportare altre mutilazioni”.

Per decenni i cani hanno subito i peggiori orrori. Recentemente il governo americano ha anche ridotto le ispezioni obbligatorie nei laboratori. Le ispezioni annuali potrebbero essere invece condotte ogni tre anni. Questo significa che sarà difficile controllare se i laboratori rispettano norme sul benessere animale.

Le lobby e vivisezione

Le ricerche sono finanziante anche da grosse aziende. Come ad esempio nel settore dei dolcificanti artificiali. In uno studio del 2015 condotto dal gigante alimentare Cargill, ai cani sono state somministrate grandi dosi di un nuovo dolcificante artificiale che ha causato il restringimento dei testicoli dei cani maschi. Alla fine dello studio tutti i cani sono stati uccisi.

Cani infettati da virus, da droghe sintetiche che provocano la loro morte. Per i detersivi si sono registrati effetti collaterali devastanti come la cecità, vomito, emorragie interne e collasso degli organi vitali o deformazioni degli organi.

Il maltrattamento degli animali sta diventando insostenibile sia da un punto di vista etico, morale che scientifico.

C.D.

Per consultare l’indagine integrale clicca All’interno dell’industria della sperimentazione animale