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Stop agli allevamenti di pellicce: l’appello dell’associazione Peta a Conte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:22
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Stop agli allevamenti di pellicce, l’esortazione indirizzata ai ministri al fine di chiudere gli allevamenti destinati ai visoni

Occhi innocenti (Foto Adobestock)
Occhi innocenti (Foto Adobestock)

 

L’obiettivo di Peta, la sezione dell’associazione animalista italiana è chiaro: vietare lo sfruttamento delle pellicce negli allevamenti. Per raggiungere al più presto il suo intento ha deciso di scrivere al Premier Giuseppe Conte al quale ha rivolto l’invito di seguire il medesimo esempio dell’Olanda. La richiesta è stata rivolta anche ai seguenti ministri: Roberto Speranza (Salute), Sergio Costa (Ambiente) e Teresa Bellanova delle Politiche agricole.

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Stop agli allevamenti di pellicce, cosa dice la lettera rivolta al Premier

Visone in gabbia (Foto Adobestock)
Visone in gabbia (Foto Adobestock)

L’esortazione dell’associazione è stata effettuata tramite una lettera nella quale si sollecita anche un incontro per discutere del tema trattato. Tale scelta è stata dettata dalle indicibili sofferenze alle quali vengono sottoposti gli animali presenti negli allevamenti, tra i quali in primis, i visoni che subiscono il medesimo scioccante trattamento adoperato nei mercati orientali. Le loro esasperate condizioni di salute vengono menzionate nel testo, per mettere in rilievo quanto sia importante fermare una simile atrocità.

Ogni anno, circa 200.000 visoni vengono messi gli uni accanto agli altri in file di gabbie metalliche. Gli esemplari sono sottoposti a ogni genere di maltrattamenti e sofferenze che li sottopone ad un forte stress.” A tale aspetto si aggiunge quello dei sovraffollamenti che può favorire la comparsa e la relativa diffusione di agenti patogeni tra gli animali. L’urgenza della questione è messa in relazione non solo alla salute e al benessere degli animali ma anche alla sicurezza umana. Quest’ultimo argomento ottiene risalto per mezzo delle recenti parole che il Premier ha rivolto all’Italia sul tema della rinascita.

Dobbiamo guardare al futuro e non potendo recuperare la vecchia normalità, dobbiamo reinventare il Paese che desideriamo.” E’ proprio su questa necessità e sul profondo significato che contiene che si colloca il proposito di avere un’Italia senza pellicce. Finalmente, libera. Tale condizione potrà essere raggiunta solo se si seguirà l’esempio dell’Olanda che ha scelto di anticipare il provvedimento riferito al bando degli allevamenti per le pellicce, in attuazione a partire dal 2024. Le scelta è maturata a seguito del caso dei visoni olandesi, in cui la scoperta di alcuni focolai aveva determinato la decisione di uccidere gli animali. Al riguardo, l’Italia non è rimasta indifferente.

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Un sentito appello 

Volpe artica (Foto Pixabay)
Volpe artica (Foto Pixabay)

L’Aip (Associazione italiana pellicceria)  ha diffuso un comunicato dove ha precisato che “gli allevamenti regolari non presentano alcun pericolo per lo sviluppo dell’epidemia e la gestione dei mercati non può essere paragonabile a quella che viene praticata nelle strutture dedicate agli animali selvatici, fonte di preoccupazione per il mondo intero.” In relazione a tutti i motivi citati e al quadro della situazione presentato, Peta dichiara nell’appello: “La prego di dare seguito alla proposta di legge sulle abolizioni degli allevamenti. La prego di agire con assoluta urgenza.”

Un accorato messaggio che fa comprendere quanto sia importante agire con tempestività per evitare il propagarsi di altre atrocità. Confidiamo tutti nell’iniziativa adottata dall’organizzazione, sperando che presto abbia l’esito desiderato.

Benedicta Felice