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Strage di randagi alle Mauritius: iniezione letale provoca morte dolorosa

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randagi

E’ ancora strage di randagi alle Mauritius dove le associazioni animaliste denunciano da anni le modalità con le quali opera il governo per contenere il randagismo.

L’organizzazione animalista internazionale PETA ha collaborato con Internazionale Animal Rescue (IAR) per mostrare al mondo intero le crudeltà perpetrate dai canili che iniettano una soluzione letale per sopprimere i cani che muoiono lentamente e dolorosamente.

Su youtube è stato condiviso un video che riportiamo, la cui visione sconsigliamo ad animi sensibili, che mostra vicende accadute nel mese di settembre 2016. Nei pressi di una struttura pubblica a Port Louis, si vede gli addetti del canili sopprimere una ventina di cani l’uno davanti all’altro.

Scene orribili: i cani dopo l’iniezione barcollano fino a crollare, collassando, davanti agli altri esemplari che cercano di scappare.

Il turismo d’élite è una delle cause che porta a queste stragi di massa messe in atto dal governo per rendere l’isola soprannominata “Paradise Island” impeccabile: “I turisti provenienti dal Regno Unito e in altre parti del mondo si affollano a Mauritius in massa ogni anno, grazie alla reputazione del paese, La maggior parte di loro probabilmente non hanno idea circa l’uccisione di cani triste che potrebbe essere in atto a poche miglia dal loro hotel”, scrive Peta.

Diverse volte le associazioni animaliste internazionali hanno proposto un aiuto alle autorità per campagne di sterilizzazione. Ecco perché, alla luce di nuovi fatti, la Iar e Peta hanno lanciato una petizione per chiedere al governo di mettere fine a questi metodi barbari e crudeli.

Quello del randagismo è un problema diffuso in tutto il mondo del quale abbiamo più volte trattato soprattutto nei casi in cui i governi come in Pakistan applicano delle stragi di cani alla luce del giorno con modalità rivoltanti. Si rivela una piaga, soprattutto nei paesi musulmani dove, essendo il cane ritenuto “impuro” dalla religione ufficiale, non esiste la cultura di avere un cane in casa, né tanto meno quella di adottarli. Come recita il detto “tutto il mondo è paese”, anche se in Occidente queste modalità barbare non sono applicate a livello ufficiale, in alcune aree, come nel Sud Italia, c’è ancora chi pensa di risolvere il problema, divertendosi ad avvelenare i cani, come recentemente denunciato da alcuni animalisti a Castellammare del Golfo.

Ci chiediamo quando avranno fine questi orrori e quando l’uomo si evolverà in una coscienza collettiva superiore.

Per firmare la petizione clicca End the Cruel Dog Killing Methods In Mauritius

 

+++VIDEO SCONSIGLIATO A PERSONE SENSIBILI+++