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Strage di randagi in Cina: una mattanza ordinata dalle autorità

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Ancora orrore in Cina. Questa volta non si tratta di casi di crudeltà riguardo i cani destinati al macello, ma bensì delle modalità con le quali le istituzioni provvedono a contenere i randagi. Diverse associazioni animaliste locali, tra cui la Guardians of Chinese Animal Protection hanno denunciato diversi casi in cui le forze dell’ordine sono intervenute per la segnalazione di cani randagi, provvedendo non a salvare gli animali portandoli al canile ma ad ucciderli alla luce del giorno davanti agli occhi dei passanti e dei cittadini.

“Questo fenomeno deve essere fermato. Accade frequentemente in diverse province della Cina. Si tratta di un massacro arbitrario di cani randagi messo in atto dalla polizia. Nelle ultime due settimane sono state documentato ben quattro uccisioni”.

Le operazioni illecite della polizia sono state riscontrate in tre diverse città tra cui Meishan City nella provincia di Sichuan, a Dagang nella provincia di Huaiji e Tongchuan nella regione di Shaanxi.

Nei video condivisi, la cui visione sconsigliamo a persone sensibili, si vedono le diverse operazioni degli agenti. In un caso la polizia spara ad un randagio, in un altro, il cane viene accalappiato in mezzo ad una strada e bastonato a morte.

Le associazioni invitano i media locali ma anche quelli internazionali a denunciare questa situazione in quanto sta degenerando. Lo scorso 17 febbraio, dopo che una donna incinta a Meischan è morta per la rabbia dopo essere stata morsa da un randagio, le autorità locali hanno avviato una vera e propria mattanza dei randagi. Le associazioni animaliste sono riuscite a scattare l’immagine di un furgone dove sono stati caricati i corpi di ben 240 randagi uccisi dalle autorità provinciali. Evidentemente questa pratica è diffusa anche in altre località e nascosta dalle istituzioni.

Due casi a distanza di pochi giorni! La denuncia della associazioni
+++ATTENZIONE IMMAGINI NON ADATTE A PERSONE SENSIBILI+++

IL MASSACRO A MEISHAN