Home News Il suo piccolo amico è in ospedale, ecco cosa fa questo cane!

Il suo piccolo amico è in ospedale, ecco cosa fa questo cane!

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Ovunque vada, Mahe non lo abbandona mai. James Isaac è un bambino di 9 anni affetto da autismo, e Mahe è il suo cane guida, i due sono praticamente inseparabili, viaggiano in simbiosi quasi,e Mahe non si stacca mai da lui, nemmeno sul letto d’ospedale. James era ricoverato in una clinica per effettuare una risonanza magnetica per dei controlli, ma essendo la prima volta che effettuava una tale pratica, la cosa poteva rivelarsi abbastanza traumatica. L’esame al quale si è sottoposto il piccolo doveva illustrare la causa dei continui crampi che a James prendevano in maniera ricorrente, e dopo l’anestesia Mahe, vedendo James fermo nel letto di ospedale, appariva visibilmente preoccupato per il suo padroncino. Così iniziò a dargli dei piccoli colpetti sul viso. “Guardava James e sembrava molto preoccupato” dice la mamma di James, Michelle Isaac. James, come tutti i pazienti affetti da autismo, non ama essere toccato e non parla, ma con Mahe c’è un rapporto che va oltre ogni logica possibile.

I genitori di James hanno dichiarato che da quando è arrivato Mahe il loro piccolino e molto più calmo e tranquillo, anche quando sono fuori, con Mahe vicino, possono fare cose che fino a poco tempo fa sembravano impossibili: “Non potevamo nemmeno uscire per un picnic. James era preoccupato e se ne voleva andare. Ma da quando abbiamo preso Mahe, James se ne sta seduto, senza muoversi, e aspetta che noi finiamo di bere il caffè”

Quando i due escono insieme, sono come connessi l’uno all’altro. Se accade che James corre troppo veloce, Mahe lo rallenta in modo che non si faccia male. Se James ha un attacco, Mahe è in grado di rilevarne i segni premonitori e di cercare aiuto in tempo.

Come spiega Wendy Isaac un addestratrice di cani guida: “C’è un legame magico tra i bambini autistici e i cani. Gli animali riescono a calmare i bambini e questi ultimi sono in grado di avere un contatto visivo con i propri cani, cosa che raramente avviene con i genitori o i fratelli”