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Terremoto: strutture si rifiutano di accogliere gli animali. Appello dell’Enpa al buon senso

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cane terremoto

Le associazioni animaliste come l’Enpa hanno rivolto un appello a tutte le strutture in modo che forniscano assistenza alle persone che porteranno degli animali. Si tratta, di un servizio che non solo contribuirà a ridurre i rischi di esemplari smarriti e abbandoni nel periodo del sisma, ma anche rivolto a tutti coloro che a causa dell’incertezza degli spostamenti, sfollati o in via di evacuazione, intendono mettere al sicuro i loro animali.

Tuttavia, nella tragedia e nell’emergenza, l’Enpa rende noto di aver registrato diversi casi in cui alcune strutture si sono rifiutate di accogliere animali. In attesa di accertare i fatti, l’ente nazionale di protezione animali ha rivolto un appello al senso di responsabilità e solidarietà affinché non sia escluso nessuno dai soccorsi ed evitare un’emergenza nell’emergenza.

Infatti, ricorda l’organizzazione animalista si sono riscontrati in passato drammi di abbandoni di animali o casi in cui le persone che non intendono separarsi dai loro animali rifiutano i soccorsi.

Come per il sisma del 24 agosto, nelle aree terremotate nelle Marche e nel Teramano sono già presenti delle unità di soccorso per animali. L’Enpa ha reso noto di aver inoltre inviato un’ambulanza veterinaria e un’automedica a Norcia, in provincia di Perugia dove saranno effettuati i primi monitoraggi riguardo alla situazione degli animali.

La Lega nazionale difesa del cane (LNDC ) ha invece rivolto un appello affinché sia creata una protezione civile animale, evidenziando la necessità di coordinamento dei soccorsi nei casi di emergenza.

Piera Rosati, presidente nazionale LNDC al Secolo XIX ha affermato che i tempi sono maturi per una protezione civile animale, spiegando che “se da una parte assistiamo inermi e senza potere alla furia devastatrice della natura, dall’altra ci interroghiamo l’istante doposu come contenere i danni e soccorre le ferite materiali e morali delle popolazioni colpite. Con loro, accanto a loro, ci sono gli animali. Animali d’affezione, animali da reddito, altrettanto indifesi e vulnerabili. E’ il momento di superare tavoli di coordinamento episodici, convocati solo per tamponare l’emergenza e cercare soluzioni al momento”.

Ecco perché afferma la Rosati “è ormai necessario di arrivare alla creazione di una Protezione Civile animale, al fianco di quella che già generosamente si attiva in tempo reale appena dopo le catastrofi. Chiediamo quanto prima un vertice tra le associazioni di volontariato di protezione animale con la direzione generale della Prevenzione sanitaria presso il Ministero della Salute, affinché tutti si rendano parte attiva di un intervento che affronti in modo il soccorso e le politiche di prevenzione”.