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Test sugli animali sugli effetti delle droghe: rimandata la legge, continuano le torture

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:10
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Più che test sugli animali sono delle torture: la legge per fermare quelli sugli effetti delle droghe è stata rimandata e continuerà questa crudeltà.

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I topi sono sottoposti a vere torture durante i test di laboratorio sulle droghe Foto Istock

Nel nostro Paese il consumo di droghe è in tragico aumento mentre si abbassa l’età dei consumatori (14 anni). La droga più consumata è la cannabis mentre la cocaina è al quarto posto e un decesso per overdose si verifica in Italia in media ogni due giorni. Se da un lato c’è bisogno a livello sociale di prevenzione e di trattamenti terapeutici per chi ormai è caduto nel tunnel della droga, un aspetto delle dipendenze interessa anche i nostri amici animali.

Gli effetti delle droghe vengono testati sugli animali. La LAV si è schierata contro questo tipo di test, sottolineando anche che ci sono valide alternative per verificare i danni sulla salute umana della dipendenza. Per questo motivo l’associazione ha sostenuto una legge per evitare che vengano testati sugli animali droga, nicotine e alcool, che sarebbe dovuta entrare in vigore dal primo gennaio 2020.

Test sugli animali sugli effetti delle droghe: rimandata la legge, continuano le torture

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Topo bianco in mano a un ricercatore in laboratorio Fonte foto Istock

Tuttavia la legge è già stata prorogata e per questo la Lav fa appello al ministro Speranza affinché venga introdotta col termine di legge prestabilito. Per i cittadini che volessero sostenere la LAV si può scrivere una lettera o una mail indirizzata al ministero della Salute per sostenere l’iniziativa.

Perché è così importante che i test finiscano il prima possibile? Attualmente la cannabis viene testata sui topi in modo sottocutaneo nell’addome e attraverso sonde nel cervello.

Vengono poi misurati gli effetti di questa droga attraverso due tipi di test. Il primo viene fatto stringendo la coda dell’animale per vedere la reazione, che varia a secondo della dose somministrata e della dipendenza. L’animale tende a reagire urlando e tentando di liberare la coda con i denti.

L’altro test viene eseguito portando gli animali su una piastra rovente per vedere quanto cercano di evitare il calore saltellando e leccandosi le ferite.

Continua a essere testata anche, nonostante gli effetti siano noti, le MDMA. Questa droga causa milioni di vittime tra gli umani e altrettante tra i topi, provocando degenerazione neuronale, paranoia, infarto ed emorragia al cervello. Anche in questo caso i soldi spesi per testare gli effetti della dipendenza potrebbero essere meglio impiegati per trovare dei farmaci più efficaci per contrastarne gli effetti e nella prevenzione.

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T.F.

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