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Tre canili sotto sequestro: 700 cani da collocare in provincia di Foggia

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canile

Sono oltre 700 cani i cani sequestrati in un’operazione dei Carabinieri condotto contro tre canili dea provincia di Foggia, dopo una serie di sopralluoghi condotti dal portavoce parlamentare Paolo Bernini del Movimento 5 Stelle e dall’ Ente Tutela Animali e Legalità – movimento animalista di denuncia (EITAL).

Bernini ha reso noto che si è trattato di situazione definite “sconvolgenti”, non solo riguardo al fatto che le strutture erano abusive con box non a norma dove i cani ospitati erano stretti e avevano a disposizione dei pozzetti di cemento come cucce.

“Le strutture non rispettavano alcun requisito previsto dalla legge quadro 281/91, erano prive di sala infermeria, magazzino cibo ed altre strutture previste dalle norme. Nessun cartello affisso fuori dalle strutture indicava gli orari visite ed altre informazioni obbligatorie. La struttura di Lucera è un ex mattatoio mai sottoposto ad alcun tipo di ristrutturazione, e quindi fatiscente e pericolante. Una struttura dove i cani sono stati semplicemente buttati all’interno di enormi stanzoni utilizzando per box materiali di risulta; non c’era alcun tipo di assistenza sanitaria, né registro di carico e scarico; erano presenti cani malati con rogna ed altre malattie infettive”, ha denunciato il Parlamentare.

Un altro canile invece presentava tetti in eternit ma anche condizioni igieniche non adatte ai cani, con ratti morti ed escrementi sparsi.

L’Eital e alcune associazioni animalisti hanno presentato un’istanza urgente alla  Procura della Repubblica di Foggia con la quale è stato chiesto il sequestro dei cani e il loro affidamento o trasferimento in luoghi più idonei: “Lasciare i cani lì dentro vuol dire condannarli a morte certa. Le amministrazioni gestrici non hanno mai attuato negli anni idonee campagne di adozione degli animali ed è qui che l’anomalia balza agli occhi! Perché i canili non vanno considerati luoghi permanenti per i cani ma luoghi di transito. Perché le strutture non hanno mai consentito l’ingresso alle associazioni capaci di fare adozioni?”, ha chiesto Bernini.

Il parlamentare ha inoltre ricordato che due strutture Lucera nel 2009, Ortanova nel 2010 erano già state sequestrate, sottolineando però che “gli animali abbandonati al loro interno sono stati lasciati al loro destino per tutto questo tempo”.

“Perché coloro che operarono il sequestro non si sono mai interessati degli animali? Chiediamo come la Regione Puglia potesse non sapere dell’esistenza di questi canili se abusivi! Eppure incassavano soldi pubblici! Parliamo di ben 210.000 euro di soldi dei contribuenti per il canile di Lucera e 40.000 euro circa per il canile di Orta Nova!” ha rilanciato Bernini.

“Il mio lavoro è rispondere alle esigenze dei cittadini, che sempre più chiedono umanità nel trattamento degli animali e giustizia nell’utilizzo delle risorse provenienti dalle loro tasse. Nello specifico, il mio compito è occuparmi della tutela degli animali, garantendo il loro rispetto e impedendo la loro mercificazione. Considero altresì mio compito diffondere tutte quelle realtà dove le Forze dell’Ordine intervengono con attività efficaci all’accertamento di reati e illeciti, auspicando che la Magistratura incrementi l’efficacia dell’azione penale e la propria sensibilità verso un problema che oggi rappresenta una piaga sociale”, ha spiegato il parlamentare, precisando che “lavorerò con tutto il Movimento 5 Stelle affinché le ASL e le Autorità competenti non si girino più dall’altra pare davanti ad un randagio ma, ottemperando ai propri doveri, esercitino una vigilanza efficace; il randagismo non finirà mai se chi di competenza non fa il proprio dovere, dal censimento dei cani randagi alle loro catture, alle sterilizzazioni, all’accertamento delle sanzioni per chi non fa applicare il microchip al proprio cane. Solo così potremo iniziare ad arginare questo terribile fenomeno collettivo”.