Home News Twitter contro il trasporto di animali vivi: le ragioni della protesta

Twitter contro il trasporto di animali vivi: le ragioni della protesta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:09
CONDIVIDI

Twitter si schiera contro il trasporto di animali vivi: le ragioni della motivata protesta contro una pratica più crudele di quanto sembra.

trasporto di animali vivi
Twitter contro il trasporto di animali vivi: le ragioni della protesta (Foto Pinterest)

La presenza del virus SARS-coV-2, che provoca la malattia Covid 19, ha impedito lo svolgimento in questa prima metà del 2020 di diversi eventi, tra cui una manifestazione a Londra di associazioni in favore di trattamenti compassionevoli verso gli animali “da allevamento” . Affinché questa occasione non venga sprecata, trattiamo brevemente uno dei punti importanti per cui questo tipo di associazioni si battono: la fine del trasporto di animali vivi.

Potrebbe interessati anche: Pandemia Covid 19, l’allarme: “Servono determinati controlli sugli animali”

Twitter contro il trasporto di animali vivi: le ragioni della protesta degli attivisti

twitter giornata trasporto animali
Twitter sulla giornata contro il trasporto di animali vivi (Foto dal web)

Cyndy Bunton, organizzatore per molti anni della Compassion in World Farming, ha dichiarato al quotidiano britannico Bracknellnews: “La maggior parte delle persone non è consapevole delle lunghe distanze che gli animali da allevamento percorrono oggi (che sono molto più lunghe che in passato), in particolare quelli che vengono inviati all’estero (alcuni anche in Medio Oriente), in Paesi con leggi più crudeli di quelle europee”.

Potrebbe interessati anche: Animali e pandemia: scoperto il ruolo che ha avuto marcare il territorio

Il trattamento equo degli animali che vengono macellati fa subito storcere il naso a molti onnivori ma è un discorso diverso dal spingere qualcuno a non mangiare carne, si tratta di dare, come sostiene Bunton, “una vita dignitosa (non negli allevamenti intensivi) e una morte umana vicino a casa agli animali”.

In diversi nostri articoli abbiamo raccontato come gli animali “da macello” vengono trattati: le femmine vengono fatte riprodurre in continuazione, i cuccioli vengono sottratti loro subito e subiscono delle mutilazioni fisiche, anche senza anestesia, vivono ammassati in ambienti spesso sporchi e ingozzati di cibo per crescere in fretta.

Rispetto al passato, uccidiamo sempre prima il pollame, nutrendoci di fatto di pulcini gonfiati da ormoni, che in alcuni casi muoiono a causa delle malformazioni causate loro da questo tipo di cibo, come spiegato più dettagliatamente nell’articolo Allevamenti intensivi animali: Rooney Mara mostra l’effetto sulla loro salute.

A causa della globalizzazione e di leggi assurde, con le quali continuiamo a importare animali anche quando potremmo trovarli vicino casa, il trasporto di animali avviene sempre più spesso e sempre più a distanze maggiori, causando un notevole stress agli animali che viaggiano in spazi ristretti, senza cibo, aria o acqua sufficiente. Del resto gli interessi economici sugli animali sono stati determinanti anche nella pandemia da coronavirus. 

Non ha senso vantarsi di trattare equamente gli animali in un Paese quando poi questi vengono esportati senza curarsi che le leggi del Paese di arrivo siano altrettanto rispettose, in tema di trasporti e di macellazione.

Di recente un gruppo di attivisti australiani di Animal Australia ha annunciato che nel Paese momentaneamente il trasporto all’estero degli animali sulle navi è stato fermato per l’emergenza Covid ma presto riprenderà, continuando a far viaggiare gli animali su navi-forno dove molti esemplari muoiono nel viaggio per asfissia, oltre 1,5 milioni finora secondo quanto riportato dal Secolo XIX.

Il 14 giugno, in occasione della Giornata Internazionale contro il trasporto di animali vivi, Twitter è stato sommerso di tweet contro questa pratica (100.000 tweet da 36 Paesi), secondo quanto riportato da CittadinidiTwitter.

Per tutte le informazioni sulle leggi in Italia sull’allevamento degli animali e sulle campagne in corso per renderlo più etico potete consultare il sito https://www.ciwfonlus.it/.

 

T. F.