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Uganda, boom di nascite: venuti al mondo cuccioli di Gorilla

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:01
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In Uganda, negli ultimi è davvero un boom di nascite: vengono al mondo tanti bei cuccioli di Gorilla. Esultano in tanti nel “continente nero”.

uganda gorilla nascite
Gruppo di gorilla (Fonte Web)

Quando si parla di nascite ci si stringe sempre il cuore. Figuriamoci poi se a venire al mondo sono degli esemplari che si credeva “averli persi per la vita”. La natura, non è la prima volta che lo ripetiamo, sa davvero sorprenderci. E lo fa senza nemmeno avvisarci. Altrimenti… che gusto ci sarebbe?

La notizia di oggi ci porta in uno stato africano, direttamente in Uganda. Nella nazione, durante le ultime sei settimane, sono nati ben 5 cuccioli di Gorilla di montagna. Le nascite sono avvenute sotto gli occhi degli esperti del Parco nazionale di Bwindi. Un evento che, simpaticamente e anche in maniera molto dolce, è stato nominato: “Baby boom”. Un nome dato dell’Ugandan Wildlife Service (UWS) che ricorda come da gennaio siano nati sette piccoli rispetto ai tre dell’intero 2019. E siamo ancora sul finire dell’estate. Ciò vuol dire che le sorprese potrebbe non essere finire. Per ora approfondiamo questa appena arrivata e che ha fatto letteralmente impazzire di gioia tutti i componenti dello stesso Parco nazionale di Bwindi.

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Cucciolo di gorilla (Fonte Web)

È stato davvero, e continua ad esserlo, festa grande in Uganda, per quanto riguarda il mondo animale, soprattutto per il “regno” dei Gorilla. Un’ottima notizia per questa specie che poco più di 1000 esemplari sono a rischio estinzione. E quindi… ogni nascita deve essere festeggiare nel giusto modo: con euforia e entusiasmo sperando che la natura abbia deciso per un altro corso. Per ora, almeno, 5 cuccioli sono, nuovamente, venuti in vita.

I piccoli sono nati in un momento molto particolare per i parchi: solo ora il Parco nazionale di Bwindi sta testando il ritorno dei turisti dopo lo stop dovuto al coronavirus e alla preoccupazione che i gorilla di montagna, molto simili nel Dna all’essere umano, potessero ammalarsi anche loro di questa infezione.

Insomma, un momento molto delicato che, però, non spegne l’entusiasmo, anzi, con le dovute maniere e la stretta sorveglianza su queste nascite, mantiene alta l’euforia per un incremento di quella che è considerata la più grande scimmia simile all’uomo.

Davide Garritano