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Una mostra per scoprire i metodi alternativi alla vivisezione

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La Piattaforma italiana metodi alternativi (IPAM), una organizzazione nata per promuovere la cultura scientifica sui metodi che non impiegano animali, alla quale hanno aderito quattordici paesi europei, ha organizzato presso l’Università La Sapienza di Roma, una mostra sul tema dei metodi alternativi nell’ambito dei test di laboratorio condotti sugli animali, ovvero la vivisezione.

L’esposizione che sarà aperta al pubblico fino al 2 ottobre è promossa in concomitanza con l’entrata in vigore del nuovo testo di legge per la regolamentazione della sperimentazione animale: la mostra ripercorre le regole dei tre criteri, le “3R”, Replacement, Reduction e Refinement, che prevedono la sostituzione completa degli animali nella ricerca scientifica, la riduzione del numero di animali usati o il raffinamento delle procedure sperimentali che li utilizzano.

Presso lo spazio museale del MLAC-Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, dalle 10h alle18h, sarà possibile scoprire il principio delle 3R, formulate da due ricercatori britannici, Russel e Burch, nel 1959, che ha dato vita ad una riflessione-discussione etica sulla sperimentazione animale, dando un valore morale alla sofferenza e al benessere degli animali coinvolti nella ricerca scientifica.

La direttiva europea 86/609/CEE in materia di “protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici”, impone di sostituire o ridurre il più possibile il numero degli animali utilizzati.

Saranno allestiti 38 pannelli espositivi con tre sezioni tematiche tra passato, presente e futuro. Attraverso questa esposizione l’Ipam chiede al paese un maggior impegno nelle alternative alla sperimentazione sugli animali, affinché l’Italia diventi un punto di riferimento per la ricerca di tutto il territorio europeo.

 

Tra i test condotti sugli animali vi sono quelli per la tossicità dei prodotti per cui vi sono già delle metodologie alternative alla sperimentazione animale tra le quali le colture di cellule e di tessuti umani, il test sui microorganismi, i modelli matematici computerizzati, le tecniche non-invasive per immagini, per la ricerca sul cervello e sistemi artificiali in vitro che simulano una parte del corpo umano.

Anche nel settore della ricerca biomedica che va fatto direttamente sull’uomo come i test di nuovi possibili farmaci si possono usare colture in vitro di tessuti o interi organi umani, vi sono dei test alternativi come nella ricerca clinica condotta sugli animali dopo un’osservazione clinica sull’uomo per cui viene riprodotto artificialmente un particolare fenomeno sugli animali. Anche nell’epidemiologia e la statistica, ovvero rispettivamente lo studio della frequenza e la distribuzione delle patologie nella popolazione e i dati numerici derivanti da un gruppo di individui. Tra questi i fattori di rischio delle malattie cardiocircolatorie quali l’ipertensione arteriosa, il fumo, il sovrappeso, l’ipercolesterolemia. Infine, anche nello studio diretto dei pazienti, ci sono ora strumenti di analisi non-invasivi che portano a migliori risultati come nelle malattie cardiache e nella ricerca autopsie e biopsie vi sono adesso le biopsie endoscopiche che hanno aiutato a non intervenire sugli animali, dimostrando come alcune patologie non sono riscontrabili e non hanno lo stesso iter sull’uomo e sulle povere bestiole. Per approfondimenti sul tema clicca qui