Home News Va in carcere perché ama troppo i gatti

Va in carcere perché ama troppo i gatti

CONDIVIDI
@Getty Images
@Getty Images

Ci sono alcune leggi come quella che era del figlio unico in Cina o nello specifico degli animali come il divieto in alcuni paesi di detenere razze pericolose che possono risultare alquanto incoerenti, tanto più quando vengono applicate nei confronti di chi compie buone azioni.

Nella cittadina canadese di Francklin vige un regolamento piuttosto eccentrico che impone ai cittadini di non detenere più di un gatto in casa.  Per questo, un uomo di 54 anni è stato condannato a 54 giorni di prigione in quanto era arrivata a sei gatti, tutti salvati dalla strada.

La sentenza è stata emessa da un giudice della Corte municipale. Dal canto suo, l’uomo, Sylvain Brunette, condannato al carcere per amare troppo i gatti ha confidato ad un quotidiano locale, il Journal de Montreal, di essere davvero sbigottito nel sentirsi trattato come un criminale: “Qui ci sono persone grosse,grandi e cattive. Tutto quello che desidero è occuparmi dei miei gatti e non farei mai del male ad una mosca”. L’uomo ha anche dichiarato di aver avuto paura in carcere, messo a confronto con dei veri criminali, spacciatori o assassini.

Dopo quattro giorni di carcere, Brunette è stato liberato su cauzione, pagata dalla sua famiglia che ha sborsato circa mille euro per farlo uscire.

L’uomo non si scoraggia ed è determinato più che mai a tenere i suoi gatti, tra i quali un esemplare anziano di 16 anni: “Mi preoccupo per loro, ho paura di morire prima dei miei gatti e non sapere cosa potrebbe accadere”, ha dichiarato l’uomo che da anni vive con i sussidi e che da solo ha imparato a leggere e a farsi strada in una società ostile, rinunciando molte volte a mangiare per alimentare e curare i suoi gatti. Lo stesso Brunette si dice sorpreso, spiegando di vivere in campagna dove tutti i vicini hanno diversi cani e gatti nei terreni.

Persone deboli e indifese contro le quali come sempre si accaniscono le istituzioni anziché tutelarle