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Vagava come un fantasma nel luogo in cui aveva visto per l’ultima volta i suoi padroni

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@Snappy/Northern Reach

 

Era come un fantasma, vagava in attesa di qualcosa, come se non avesse più uno scopo. Era un cane ben accudito, circondato dall’affetto di una famiglia, fino a quando i suoi proprietari non sono stati uccisi in un incidente, morendo all’ospedale. Il cane era rimasto “orfano”, raccontano i medici e da quel giorno, lui vegliava il luogo in cui li aveva visti per l’ultima volta.

Il cane di nome Snappy era stato notato dallo staff dell’ospedale che iniziò a prendersi cura di lui, portandogli del cibo e facendogli qualche carezza.  Ma dopo un periodo, venne aggredito da un gruppo di randagi nel mese di maggio scorso e il cane fu portato in un centro per cani, il Northern Reach.

Un dolcissimo esemplare con gli occhi di colori diversi, uno blu e uno marrone. Snappy riportò delle ferite al collo e all’orecchio che vennero curate nel centro grazie anche alle donazioni di molte persone che risposero all’appello per lui. Nel mese di giugno Snappy conquistò il cuore di una famiglia che decise di adottarlo, ma dentro quel cane era sparito qualcosa. Tutti quanti raccontavano che era come se avesse un vuoto nella sua anima. Dopo l’aggressione e i trattamenti, Snappy andò a vivere nell’Ontario con la sua nuova famiglia.

“Quando è arrivato, è rimasto per tre ore sotto un albero senza muoversi. Gli abbiamo lasciato spazio e tempo per elaborare il lutto”, ha raccontato la sua nuova proprietaria. Con il tempo, Snappy ha iniziato a ricucire le sue ferite e con molto affetto è tornato ad essere un cane felice.

Tra gli ultimi aggiornamenti, quelli condivisi dagli adottanti sulla pagina Facebook del centro, lo scorso 14 dicembre, una bella fotografia ritrae Snappy tornato ad essere un cane fiero e spensierato.

Una storia di fedeltà che ci commuovano, come Hachiko, l’akita inu che, in Giappone, attese per dieci anni il ritorno del suo padrone alla stazione del treno. Una devozione e un amore incondizionato al quale non riusciremo mai a dare una risposta anche se, con un po’ di sensibilità, possiamo avvicinarci a quel sentimento che i nostri compagni a 4zampe provano.