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Addio al Lagotto Corry: la sua storia aveva commosso l’Italia

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Addio a Corry, il Lagotto che fece commuovere tutti nel 2014

L’Italia dà l’ultimo saluto a Corry, il cane protagonista di maltrattamenti che nel 2014 venne salvato e la cui storia commosse tutti.

Se n’è andato Corry, il Lagotto la cui storia era stata capace di destare la sensibilità e la commozione di tutta Italia. Quattro anni fa questo tenero cucciolone fu salvato dopo che per molto tempo i suoi padroni lo avevano costretto a sottostare a delle violenze indicibili. Corry venne ritrovato malnutrito, infestato di pulci e parassiti, senza pelo ed in preda ad una situazione di disidratazione e malnutrimento avanzati. Inoltre era tenuto al chiuso, circondato dai suoi stessi escrementi. A segnalare la cosa fu una persona. E grazie a questa soffiata alcuni animalisti intervennero in maniera provvidenziale e fecero si che quell’incubo avesse fine. La visita veterinaria alla quale il cane venne sottoposto portò all’emergere di un prolasso dell’intestino retto. Con conseguente alto rischio di rilascio delle viscere. Inoltre l’uretere era deviato e questo impediva al povero quattrozampe di orinare in maniera corretta. Negli ultimi quattro anni, dopo la sua liberazione, fu la clinica veterinaria accademica di Ozzano dell’Emilia, in provincia di Bologna, ad essersi presa di lui.

Corry se n’è andato, tutti lo ricordano con grande commozione

E adesso Corry se n’è andato per sempre, a quasi 15 anni. Ha lasciato in tutti un grande ricordo ed un altrettanto enorme insegnamento. Quello cioè di non mollare mai nemmeno nelle sofferenze e nelle difficoltà. A scegliere il suo nome furono i volontari dell’Enpa ed i cittadini di Faenza, che lo adottarono simbolicamente. La sua storia divenne anche di dominio pubblico sul web. E tantissime furono le donazioni per permettergli di stare meglio, tra cibo, giocattoli, materiale vario ed anche soldi. Per far si che guarisse ci volle una lunghissima riabilitazione. Intanto per l’ex proprietaria è giunta una condanna di 6 mesi di carcere più una multa di 3300 euro per maltrattamento di animali. Patteggiamento invece per il marito a 4 mesi di reclusione nel 2014, che poi venne sospesa. Maria Teresa Ravaioli, presidente della sezione Enpa di Faenza, è molto addolorata. “Ma siamo contenti di aver regalato a Corry la felicità negli ultimi anni della sua vita. Una cosa che non ha mai provato. Speriamo che la sua storia possa smuovere le coscienze contro quelli che sono gli odiosi comportamenti di maltrattamento verso gli animali”.

A.P.