Home Social Animali e disabili, giudice squalifica padre e figlio in carrozzina per il...

Animali e disabili, giudice squalifica padre e figlio in carrozzina per il loro cane

CONDIVIDI
animali e disabili
Animali e disabili, a Barletta è successo un episodio che ha fatto discutere

Animali e disabili, un episodio controverso si è verificato alla mezza maratona di Barletta.

Alla mezza maratona di Barletta è successo un fatto davvero increscioso legato alla coabitazione tra animali e disabili. E tutto per la troppa solerzia di un giudice di gara, che dopo l’arrivo al traguardo di un uomo lo ha squalificato a causa del suo cane. Peccato che il corridore stesse concorrendo spingendo la sedia a rotelle del figlio disabile. Ad un certo punto i due sono stati raggiunti da Fiocco, il loro cane domestico. L’animaletto era tutto festante e si è unito ai suoi due padroni nella corsa, anche se solo per venti metri. Ma tanto è bastato ad un severissimo giudice per squalificare Nicola Tanzi ed il figlio. E questo perché nella gara non erano ammessi animali, come impongono le normative stilate dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera.

Eppure agli occhi di tanti un simile atteggiamento si sarebbe potuto evitare. Tante persone che sono venute a conoscenza di questo evento controverso che lega animali e disabili sono concordi nel ritenere che qualche decina di metri dovesse essere ritenuta ininfluente per il regolare svolgimento della gara. Anche perché Fiocco non ha dato fastidio a nessun altro partecipante ed accanto a lui c’erano soltanto Nicola Tanzi, il suo proprietario, con il figlio e due amici. Quest’ultimi aiutavano Nicola a spingere la carrozzina. Per di più tutto è successo quando la corsa volgeva al termine e nessun risultato sportivo poteva essere compromesso in maniera importante.

Animali e disabili, parla anche il giudice intransigente

Era stato lo stesso giudice ad intimare a Nicola Tanzi, che aveva affidato il figlio agli amici per raccogliere il cane, di lasciare il percorso, sotto minaccia di una squalifica. La risposta di quest’ultimo è stata quasi da applausi: “Mica devo andare alle Olimpiadi…”. E così alla fine ha tagliato lo stesso il traguardo con il proprio fidato quattrozampe sottobraccio. “Ci abbiamo riso su”, afferma il diretto interessato alla stampa locale. “Ma siamo comunque contenti che c’è chi ha voluto porre in risalto la cosa”.

Il giudice si è giustificato facendo ricorso a quanto affermato nel regolamento. “Correre con un animale di proprietà al fianco potrebbe comportare dei vantaggi per l’atleta in questione. Ed al tempo stesso potrebbe essere fonte di pericolo per i partecipanti alla competizione, oltre che per l’animale stesso. Lo affermano le leggi leggi: art. 144.2 del RTI – Legge 281/1991 e Legge 189/2004. Al signor Tanzi ho detto di tornare indietro e riporre il cane per poi riprendere la gara”. Il Tanzi dice però di non aver sentito tale consiglio. Gli organizzatori mantengono un atteggiamento di sostanziale equilibrio. Gli stessi parlando si di eccessiva severità, ma anche della necessità di rispettare le regole vigenti e la voglia di competere degli atleti più dotati.

A.P.