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Animali uccisi, capodoglio morto a causa di 30 kg di plastica nello stomaco

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Animali uccisi, capodoglio ritrovato su una spiaggia della Spagna con svariati chili di plastica nello stomaco.

Ha davvero dell’incredibile il modo in cui un capodoglio ha trovato la morte. Di animali uccisi dall’inquinamento e più in generale dagli effetti negativi dell’operato dell’uomo sull’ambiente ce ne sono a centinaia, se non di più, ogni giorno. Questo povero cetaceo però ha sofferto le pene dell’inferno prima di morire. La vicenda di è svolta lungo le spiagge di Murcia, in Spagna. Nel ventre il grosso animale marino aveva ben 30 kg di plastica. Il capodoglio, lungo 10 metri, è morto sicuramente per tutta questa grossa quantità di corpi estranei ingeriti. Oltre a tale enorme massa di rifiuti, sono stati rinvenuti al suo interno anche pezzi di boa, corde e residui di reti da pesca. Secondo quanto ricostruito, la povera vittima aveva vagato senza meta per giorni nel mare prima di non poter più mangiare a causa dei danni riportati all’interno del suo apparato digestivo.

Capodoglio morto, colpa dell’inquinamento

capodoglio morto
Animali uccisi, capodoglio morto per via di 30 kg di plastica nello stomaco

Purtroppo, secondo stime che fanno riferimento a studi recenti, si ritiene che nel 2050 gli oceani su tutto il pianeta saranno invasi dalla plastica. E questo poterà grossissimi danni a tutti gli ecosistemi acquatici del globo. Nel solo Oceano Pacifico c’è una media di 80mila tonnellate di materiali in plastica lasciati alla deriva. Si tratta di una quantità grande tre volte le dimensioni della Francia. Le autorità regionali di Murcia e dell’omonima regione hanno deciso di non lasciare inascoltata questa immane tragedia. Sono stati già decisi degli incontri per poter parlare del problema.

Inquinamento senza freni in tutto il mondo

E si vorrà sensibilizzare anche la popolazione locale sul giusto comportamento da tenere per contrastare l’inquinamento impelagante. Di recente il governo della Norvegia ha intrapreso una decisione alquanto controversa. L’intenzione delle autorità amministrative e politiche del paese scandinavo hanno riaperto la caccia alle balene. Questo in base ad alcune stime secondo le quali il numero di cetacei è in soprannumero, e quindi in base a ciò andrà ridotto. Addirittura in Norvegia è stato istituito anche il Ministero della Pesca, che tratta di problematiche legate a questa tematica.

A.P.