Home Social Bocconi avvelenati: una tenera randagia uccisa nel Salento – FOTO

Bocconi avvelenati: una tenera randagia uccisa nel Salento – FOTO

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(Facebook)

Una pratica che purtroppo è all’ordine del giorno: bocconi avvelenati e altre esche letali preparate con cura da individui insospettabili. L’ultima segnalazione, nei giorni scorsi, arrivava da Lampedusa. Dal Basso Salento arriva ora la denuncia di una lettrice, che sul suo profilo Facebook posta la foto di un povero randagio, una cagnetta. “Contenti? Ora non sporcherà più i marciapiedi di nessuno…”, scrive commentando la terribile immagine. Non è la prima volta che viene denunciata una situazione del genere.

Già in passato, nella stessa zona, era stata segnalata la presenza di polpette avvelenate e di wurstel con all’interno chiodi e vetri. Si tratta di pratiche terribili, con le quali qualcuno pensa di “risolvere” il fenomeno del randagismo. La brutta immagine non è passata inosservata. In tanti si sono chiesti il motivo di questa crudeltà, anche se episodi del genere, oltre a non avere giustificazioni, non hanno neanche ragioni. “Non ho parole, non si può sentire. Ma come fanno a non amarli e se non li amano come fanno comunque sia a far loro tanto male”, si chiede qualcuno.

La storia della piccola cagnetta

Un ragazzo ha raccontato su Facebook la vicenda di questa cagnetta: “Era una trovatella, era sempre a casa mia. Una cagnolina che non dava fastidio a nessuno, cercava solo qualcosa da mangiare e siccome ho un altro cane abbiamo deciso di trattenerla e di aiutarla. Ora la stessa storia: c’e qualche pidocchio vicino casa, sempre pronto/a ad attaccare e fare del male. Ora non voglio minacciare nessuno, ma faccio solo presente una cosa: di non farsi mai acchiappare da me mentre dà del veleno ai cani. Perché lo giuro che farà la stessa fine. Ora sono veramente deluso ed arrabbiato”.

Viene quindi rimarcata la crudeltà dell’accaduto: “Questa gente non può essere in grado di capire che dolore immenso ed incolmabile può provocare un azione del genere”. Purtroppo, in Puglia il fenomeno è molto diffuso: uno degli ultimi casi segnalati arrivava da Barletta, ma da ogni parte d’Italia – quotidianamente – vengono denunciate situazioni simili. Situazioni che gridano giustizia, perché non è più sopportabile vedere questi poveri esseri indifesi morire in modo tanto brutale.

GM