Home Social Bracconaggio, cacciatore di trofei posa con raro elefante ucciso – FOTO

Bracconaggio, cacciatore di trofei posa con raro elefante ucciso – FOTO

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elefante ucciso
L’elefante ucciso

Raro esemplare di elefante ucciso dai bracconieri. Che si proclamano pure innocenti

Un bracconiere cacciatore di trofei di nazionalità russa ha postato sul web una foto che lo ritrae assieme al corpo senza vita di un enorme elefante toro. Il fatto è avvenuto in Zimbabwe, uno degli stati dell’Africa dove i pachidermi si concentrano in maggior numero. Anche se l’azione distruttiva dell’uomo da decenni pone questi animali a rischio. La vicenda è avvenuta lo scorso 7 marzo, a circa 5 km di distanza dal Parco Nazionale di Gonarezhou, nel sud-ovest del paese. L’elefante ucciso indossava un cartellino che ne attestava la rarità. Pur essendo comunque non vietato sparare agli animali che ne sono dotati, la cosa è ritenuta comunque immorale. Il bracconiere ed i suoi compari sostengono di non essersi accorti della cosa se non dopo che l’elefante era morto. La notizia fa seguito ad un altro caso eclatante di bracconaggio avvenuto nel luglio 2015. In quella circostanza ‘Cecil il Leone’ venne ammazzato da un altro cacciatore di trofei, tale Walter Palmer. Anche allora l’animale aveva una targhetta distintiva. Martin Pieters, ex presidente della ‘Zimbabwe Professional Hunters and Guides Association’, stava conducendo un’escursione legale di 14 giorni vicino a Gonarezhou quando è avvenuta l’uccisione, stando a quanto riferisce Africa Geographic.

Elefante ucciso, i bracconieri si proclamano innocenti

Pieters e il suo cliente russo, le cui generalità non sono state divulgate per motivi di sicurezza, erano con un ranger del parco ed altre persone, oltre ad un rappresentante del consiglio locale quando hanno raccolto delle tracce dell’elefante nel sesto giorno della spedizione. Il gruppo ha iniziato a rintracciare l’animale prima di trovarlo in piedi nella folta vegetazione. Pieters è stato subito attratto dalle sue grandi zanne dell’elefante e ha ordinato al suo cliente di sparare. Una versione confermata dall’Associazione dei cacciatori e delle guide professionali dello Zimbabwe. “È stato solo dopo esserci avvicinati all’elefante esanime sul terreno che il cartellino è stato notato”, dice la dichiarazione. La targhetta era stata applicata all’interno del parco nazionale, ma l’elefante ucciso ha sconfinato al di fuori del confine non recintato dell’area protetta, in un’area conosciuta come Naivasha Community Conservancy, che è molto frequentata dai cacciatori, quasi tutti di nazionalità estera. Il pachiderma era stato avvistato in zona dallo scorso 20 febbraio.

Bracconaggio, una piaga che sta causando troppe tragedie

La nota dei cacciatori pone a loro difesa il fatto che “si è trattato di un errore a causa della mancanza di comunicazione”. E Pieters non ha mostrato il minimo pentimento per aver ucciso l’animale. “Non importa, la caccia è stata completamente legale”, ha aggiunto. L’elefante ucciso era sotto la tutela della Società zoologica di Francoforte, che dal 2009 provvede alla protezione dei pachidermi del parco. Non è chiaro esattamente quando questo maschio era stato marchiato. “I dati di questo elefante toro sono stati conservati e ci aiuteranno nei nostri sforzi per trovare soluzioni, insieme ai nostri partner locali e internazionali, riguardo alle richieste di tutela e protezione degli animali, in un mondo in cui le sfide per trovare spazio per la fauna selvatica nei loro habitat stanno diventando sempre più complicate”. Gli elefanti toro portano tantissimo avorio con loro, più delle altre specie. Secondo National Geographic di questi esemplari ne sono rimasti soltanto 25 in tutta l’Africa. Ma questo ai bracconieri non importa.

A.P.