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Giulia De Lellis: dopo il caso ciabatte, arriva il pentimento

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Giulia De Lellis
Le ciabatte di Giulia De Lellis (Facebook)

Ogni volta che viene trasmesso un reality show, i casi di comportamenti poco piacevoli di abusi nei confronti di animali sembrano oramai una regola. Nelle scorse ore, è arrivato l’esposto contro due concorrenti dell’Isola dei Famosi, per aver compiuto atti di crudeltà contro animali. Qualche mese fa, era toccato a Giulia De Lellis, inquilina tra i più amati e seguiti della casa del Grande Fratello Vip. Contro di lei, un esposto per delle ciabatte con inserti in pelliccia. A presentare in entrambi i casi l’esposto è stata l’Aidaa, molto attenta nella supervisione di questi programmi.

Giulia De Lellis, però, dopo essere finita nella bufera, si è convertita all’uso di pellicce ecologiche. Ma le sue affermazioni non bastano all’Aidaa, che le chiede di fare un passo in più: “Leggiamo su diversi siti di Gossip che Giulia De Lellis ed altre show girl si sarebbero convertite all’uso delle pellicce ecologiche”, scrive Lorenzo Croce, presidente dell’associazione. Quindi aggiunge: “Bene ma adesso si vergognino pubblicamente del loro passato”.

L’invito è a chiedere scusa “per le migliaia di animali ammazzati molti dei quali come i visoni uccisi nelle camere a gas per soddisfare la brama loro e di coloro che seguendo il loro esempio si sono vestite ed hanno portato ai piedi peli di cadaveri animali”.

Giulia De Lellis, nemmeno le scuse bastano

L’Aidaa ci va giù pesante e prosegue: “Questo non basta, queste persone diano ora il buon esempio andando a fare volontariato nei canili e nei gattili”. L’invito inoltre è a impegnarsi “nelle campagne a tutela degli animali e contro gli allevamenti di animali da pelliccia”. Se così non fosse, “la loro conversione sarà assolutamente ipocrita e inaccettabile”.

In ultimo, l’invito a Giulia De Lellis: “Ci faccia vedere che davvero smette di usare e promuovere le ciabatte e le pellicce di pelo vero e allora forse crederemo ai gesti di questa persona”. Quando esplose il caso, la concorrente del GfVip venne ritenuta responsabile di pubblicità occulta e di istigazione all’animalicidio. Le ciabatte sarebbero di un noto marchio internazionale di moda, in evidente contraddizione con quelle che sono le regole dell’antitrust, spiegava l’Aidaa.

GM