E’ ora di alzarsi, se non per tutti, almeno per loro: tutti gli animali che si risvegliano prima dal letargo, già a febbraio, e come mai lo fanno prima degli altri.
Nell’immaginario collettivo il periodo di letargo è legato alle stagioni più fredde dell’anno, quando cioè gli animali subiscono quella sorta di torpore che li tiene ‘addormentati’ fino a quando il freddo finirà. Così è solitamente ma non per tutti: ci sono infatti alcuni animali che si risvegliano dal letargo già a febbraio e che dunque fanno ritorno prima. Ma come mai questo accade e perché quelle creature si distinguono dai loro simili? Questa e altre curiosità sul ‘risveglio anticipato’ di alcuni di loro.
Ma quali sono questi animali che non dormono fino all’arrivo della primavera e che potrebbero vedersi in giro già a febbraio? I primi ad uscire da questo stato di sonno e torpore sono:
Questi appena elencati anticipano il risveglio a fine febbraio fino a inizio marzo, e sono tra i primi a lasciare le tane per andare alla ricerca di calore e luce solare. Verso marzo inoltrato e aprile invece iniziano a ritornare attivi:
C’è da considerare che alcuni animali, come il ghiro e il riccio ad esempio, non dormono ininterrottamente per tutto l’inverno (è interessante sapere perché alcuni animali vanno in letargo) ma in realtà fanno dei ‘sonnellini’, da cui si risvegliano facilmente per consumare delle provviste o per fare piccole attività. In questo caso non si tratta di un letargo profondo, bensì di una sorta di ‘sonno leggero’ dal quale si risvegliano abbastanza facilmente.
La risposta è: assolutamente sì! C’è da considerare che il riscaldamento globale incide anche sul letargo degli animali in generale, provocando appunto risvegli anticipati dovuti all’innalzamento delle temperature sia durante l’autunno che durante l’inverno. Ma non solo. Il cambiamento è totale anche per le abitudini alimentari.
Infatti, svegliandosi prima, questi animali non riescono a trovare cibo sufficiente per il loro fabbisogno, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza: pensiamo agli orsi bruni dello Utah, che non riescono a trovare fonti di cibo per sfamarsi durante i periodi freddi. Inoltre questo stesso risveglio prematuro comporta uno spreco maggiore di energie, con conseguenze sul ritmo biologico, sulla riproduzione e sullo stato di salute in generale.
Inoltre si pensa che il riscaldamento globale ha causato il rimpicciolimento del cervello degli uccelli: insomma le conseguenze sono generali e influiscono sulla vita di tutta la fauna.
E’ soprattutto una questione metereologica, poiché esistono specie più sensibili al freddo che attendono comunque il sole primaverile per risvegliarsi. Ma il fattore meteo non è certo l’unico a influire sul letargo che si interrompe prima del previsto: infatti non tutti gli animali vanno in letargo allo stesso modo (e alcuni non ci vanno affatto, come i serpenti che non vanno in letargo).
Scopri le altre curiosità del mondo degli animali:
Quindi dipende sia dalla particolarità biologica dell’animale sia dal clima, che cambia in base anche ai luoghi: nelle zone dove l’inverno non è mai particolarmente rigido, è facile che alcune specie si riattivino prima rispetto ad altre.
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