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Non solo Cani e Gatti

Non sarà più possibile immergerli vivi nell’acqua bollente: la nuova legge che tutela i crostacei

Una questione di buon senso e di umanità. Il tema crostacei cucinati vivi sembra non toccare la maggior parte delle persone eppure se ci si sofferma a riflettere sulla crudeltà alla quale vengono condannati questi esseri viventi, diventa una questione etica. Non a caso, nel 2017, una sentenza della Cassazione in Italia ha addirittura stabilito ad esempio che è reato di maltrattamento conservare gli astici e le aragoste vive nel ghiaccio. Eppure, questo non è sufficiente per sensibilizzare le persone su quanto sia crudele il processo di conservazione e cottura durante il quale il crostaceo subisce sofferenze atroci. Ma non solo i crostacei sono destinati a questo crudele trattamento. In Canada, recentemente è anche rimbalzato sulle pagine dei quotidiani che in un ristorante i polipi vengono atrocemente mutilati e serviti ancora vivi.

Un sistema che si basa sulla sofferenza e che alimenta non poche critiche, sollevando numerose discussioni. Ecco perché, in Svizzera, dal primo marzo, entrerà in vigore una nuova norma, introdotta in un pacchetto di norme rivolte alla protezione degli animali. La nuova norma, riguardante appunto i crostacei, ammette che il crostaceo subirebbe delle sofferenze col metodo di cottura tradizionale per cui sarà necessario e obbligatorio stordirlo prima di cuocerlo in acqua bollente. La nuova legge prevede ben due metodi alternativi: il primo che si basa sulla “distruzione meccanica” del cervello, l’altro con il quale l’aragosta è sottoposta ad un elettroshock.

La norma è soprattutto riservata ai crostacei più grandi come astici ed aragoste e deriva dal fatto che questi esseri viventi dotati di un sistema nervoso complesso siano sottoposti ad atroci sofferenze con i metodi di cottura tradizionali.

Oltre al sistema di stordimento, la nuova norma modifica anche il sistema di trasporto dei crostacei che non devono essere più trasportati in casse di ghiaccio ma bensì nel loro ambiente naturale ovvero “l’acqua di mare”.

C.D.

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