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Non solo Cani e Gatti

Tutto questo per fare un selfie

A cosa sono disposte le persone pur di fare una foto? La risposta a questa domanda non è per nulla bella, purtroppo.

In questi ultimi anni ha preso piede la moda dei selfie, ovvero l’autoscatto perfetto ormai parte integrante del quotidiano di molte persone che amano apparire in primo piano.

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Un fenomeno che si ripercuote purtroppo anche sugli animali, presi d’assalto da orde di turisti che vogliono portare a casa un ricordo indimenticabile, a scapito della vita di esseri indifesi. Nel mese di febbraio ha fatto scandalo la morte di un cucciolo di delfino, appartenente ad una specie protetta, trovato da dei turisti, nelle acque poco profonde di una spiaggia in Argentina.

Il povero mammifero marino è stato tirato fuori dall’acqua dai turisti che hanno voluto scattare in sua compagnia dei selfie. Purtroppo, il cucciolo è rimasto troppo tempo fuori dal suo ambiente ed è morto per disidratazione. Il caso rimbalzo sulle pagine dei quotidiani di tutto il mondo, dopo che una fondazione locale che si occupa della tutela degli esemplari marini ha denunciato il caso.

Ma questo esempio, sembra non essere servito a nulla, considerando che la scorsa settimana, in Repubblica Domenicana, un gruppo di bagnini del Hard Rock Hotel & Casino a Punta Cana ha trovato uno squalo. Tirandolo sulla spiaggia, il personale ha dato vita ad una vera e propria seduta di scatti fotografici, sacrificando la vita del povero animale.

Il portavoce del Resort, Stacy Sorino ha riferito che la struttura sta prendendo dei provvedimenti nei riguardi del personale, sostenendo che “hanno avuto un comportamento che esula dagli standard del resort sul tema della protezione e della tutela degli animali”.

Ma queste vicende sono piuttosto diffuse e non sorprendono se dall’altra parte dell’Oceano,  sulla spiaggi Carnarvon Beach nel Western Australia, una coppia di pescatori Josh ButterworthJethro Bonnitcha, per quattro giorni si sono divertiti nel pescare una decina di squali pur di farsi uno scatto e pubblicarlo sui loro profili facebook.

George Burgess, direttore della International Shark Attack File ha spiegato che la pesca allo squalo è molto diffusa in Australia perché concede una forte dose di adrenalina nella comunità dei pescatori.

Tuttavia, sottolinea Burgess, anche se gli squali vengono rimessi in acqua, ciò non significano che sopravviveranno a questa esperienza traumatica: “Se vengono tirati fuori dall’acqua per scattare delle fotografie, è una pratica invasiva e non sorprende che molti di questi esemplari muoiano successivamente”, afferma l’esperto.

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