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Cani

Il Bracco di burgos: un eccellente lavoratore

Il bracco di Burgos (o perdiguero de Burgos in spagnolo) è un cane da ferma utilizzato per la caccia alla selvaggina di pelo e di penna. Abile nella cerca, nella ferma e nel riporto. Vi sono due teorie sulla sua origine: la prima afferma che sia autoctono, sviluppatosi nella provincia di Burgos, nella Spagna settentrionale. La seconda suppone che derivi dall’incrocio tra un cane da caccia iberico e il Sabueso español. Le prime descrizioni del Bracco di Burgos risalgono al XVI secolo: una razza simile a questa è menzionata nei Dialoghi sull’arte venatoria e la caccia grossa di Alonso Martinez de Espinar, capo dei balestrieri del re Filippo VI.

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE:
È un cane muscoloso, coriaceo, dalla testa massiccia, con evidente doppia giogaia e abbondanti labbra cadenti. Il muso è quasi quadrato; il tartufo scuro ma non nero. Gli occhi, scuri, hanno espressione malinconica. Le orecchie sono grandi, lunghi, pendenti. Il torace è profondo, la groppa arrotondata. La coda, che viene accorciata a un terzo della lunghezza, è portata alta e allegra. Gli arti sono lunghi, muscolosi, in perfetto appiombo. Pelo: corto e fine. Colore: bianco con macchie e moschettature color fegato, oppure color fegato con moschettature bianche. Molto frequente, anche se non obbligatoria, una macchia bianca sulla fronte. Taglia: 65-75 cm. Peso 25-30 kg.

CARATTERE E ATTITUDINI:
È un cane adatto a vari tipi di caccia: è utilizzato soprattutto in quella a fagiano, coturnice, lepre e capriolo. Facilissimo da addestrare, si adatta a qualsiasi terreno, anche ai più difficili. Non teme le temperature rigide e neppure il caldo, quindi si rivela molto duttile. Ha un olfatto sensibilissimo ed è un ottimo riportatore. Al di fuori del suo impiego venatorio è dolce, amabile, molto simpatico: potrebbe essere un ottimo cane da compagnia, ma non è quasi mai utilizzato in questa veste anche perché è molto stimato come cacciatore.

SALUTE E CONSIGLI:
È un cane robustissimo che non pone alcun problema. Dopo le battute di caccia bisogna solo controllare le orecchie, per evitare infiammazioni dovute a corpi estranei. Meglio in giardino, anche perché ha bisogno di fare molto esercizio fisico. Molto diffuso e ben allevato nel suo paese d’origine, è poco presente in Italia.

Beatrice Masi

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Beatrice Masi

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