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Il Mastiff: un dolce guardiano

Il mastiff è una razza canina molossoide di tipo dogue. Riconosciuto dalla FCI nel gruppo 2 sezione 2(molossoidi). Con ogni probabilità questo cane era l’antenato del Bulldog e quindi, in parte, dell’attuale Bullmastiff. Il secondo cane era di dimensioni eccezionali, più “leone” che cane! Era il diretto discendente dei Mastini (in inglese mastiff) assirobabilonesi, portati probabilmente in Inghilterra dai Fenici 500 anni prima dell’invasione romana. Di fronte a lui i Molossi dell’Epiro, che i Romani consideravano ottimi cani da guerra, facevano la figura di graziosi cagnetti da compagnia. Così, dopo aver conquistato la Britannia, i Romani portarono con sé questi impressionanti cani inglesi, che chiamarono pugnaces britannici e che impegnarono nelle arene in combattimenti contro belve feroci. Il Mastiff è il diretto discendente di tali cani.

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE: È un cane di taglia gigante, dalla caratteristica fisionomia che incute rispetto. La testa, da qualunque parte la si osservi, denota un aspetto quadrato. Il cranio è largo tra le orecchie, piatto, ma ricco di rughe quando il cane è in attenzione. Il muso è corto, largo sotto gli occhi: deve apparire decisamente tronco e avere grande profondità tra la punta del naso e la linea inferiore della mandibola. Lo stop è ben segnato, ma non brusco. Gli occhi sono piccoli, color nocciola il più scuro possibile. Orecchie piccole, fini, attaccate alte, serrate alle guance. Il corpo è massiccio, vigoroso, simmetrico. La coda, pendente quando il cane è in riposo, viene portata leggermente ricurva quando è eccitato. Pelo: corto e denso. Colore: albicocca, grigio, fulvo o fulvo scuro tigrato. Muso, maschera e orecchie neri. Taglia: la più grande possibile, purché combinata alla qualità della struttura complessiva.

CARATTERE E ATTITUDINI: È un cane da guardia e da compagnia. Come molti molossoidi, non accetta gerarchie e non si lega a un solo “padronecapobranco”, ma ama (e difende) con identico slancio tutti i membri della famiglia. Non è mai inutilmente mordace: non ne ha bisogno, perché ben conscio della sua forza. È quindi un cane tranquillo, pacato, pronto a trasformarsi in una temibilissima macchina da guerra solo se pensa che ci sia un pericolo per la “sua” famiglia.

SALUTE E CONSIGLI: Questa razza ha rischiato più volte l’estinzione ed è stata sempre recuperata con un difficile lavoro svolto in consanguineità: ciò, purtroppo, ha portato una certa debolezza genetica che l’allevamento moderno sta tentando di risolvere. Per ora il cane è ancora poco longevo (caratteristica comune, peraltro, a tutti i giganti) e decisamente delicato nella fase di crescita. Da adulto, solitamente, non dà più problemi. Le sue dimensioni suggeriscono il giardino, ma bisogna ricordare che ha un bisogno vitale di compagnia umana.

Beatrice Masi

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Beatrice Masi

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