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Curiosità

Processionaria e altri insetti che fanno male ai cani: la guida completa per la massima sicurezza

Processionaria e altri insetti che fanno male ai cani: ecco quale è la guida completa per la massima sicurezza.

 

La primavera e l’estate non portano con sé solo il piacere delle lunghe passeggiate all’aria aperta o i pomeriggi di gioco in giardino. Per gli amici a quattro zampe, il risveglio della natura coincide con l’attivazione di una serie di piccoli abitanti del micro-mondo che, seppur apparentemente innocui, possono trasformarsi in una vera e propria emergenza veterinaria. Se la processionaria è ormai un nemico noto a ogni proprietario di cani, esiste una schiera di altri insetti e artropodi, capaci di scatenare reazioni gravissime.

Dalla vespa alla processionaria, dai morsi, alle ingestioni al contatto: quali sono gli insetti pericolosi per i cani

L’etologia del cane lo spinge naturalmente a esplorare il mondo attraverso l’olfatto e la bocca. Annusare un cespuglio, inseguire un insetto volante o mordicchiare qualcosa che si muove nell’erba sono comportamenti istintivi.

 

Tuttavia, questa curiosità espone l’animale a veleni, sostanze irritanti e tossine sistemiche che possono essere trasmesse tramite morsi, punture o semplice contatto. Mentre pulci e zecche rappresentano un fastidio costante ma gestibile, alcune specie possono causare shock anafilattici o necrosi dei tessuti in pochi minuti.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> La processionaria mi affligge: ho il giardino pieno, come faccio a liberarmene?

Meno celebre della processionaria ma altrettanto pericoloso, il coleottero oleoso (Meloe spp.), appartenente alla famiglia dei Meloidi, è un insetto che merita la massima attenzione. Caratterizzato da un corpo robusto, ali ridottissime che gli impediscono di volare e una colorazione che varia dal nero profondo al blu metallico, questo coleottero si muove lentamente sul terreno.

 

Il suo segreto difensivo risiede nella cantaridina, una sostanza altamente tossica che l’insetto espelle dalle articolazioni quando si sente minacciato. Se un cane tenta di addentarlo o semplicemente lo calpesta e poi si lecca la zampa, la cantaridina entra in contatto con le mucose provocando infiammazioni violente, ulcerazioni e gravi disturbi gastrointestinali. Nei casi di ingestione, il danno agli organi interni può essere severo.

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Le larve di Thaumetopoea sono forse il pericolo stagionale più temuto. Non è un morso a ferire il cane, ma la strategia di difesa passiva del bruco: migliaia di peli urticanti che ricoprono il suo corpo e contengono una proteina liberatrice di istamina che, al contatto con la lingua o il tartufo del cane, scatena una reazione infiammatoria devastante. La lingua può gonfiarsi a tal punto da soffocare l’animale e, se non si interviene tempestivamente, i tessuti colpiti possono andare incontro a necrosi, con la conseguente perdita di porzioni della lingua stessa.

 

Le punture di imenotteri sono all’ordine del giorno per i cani che amano “cacciare” i ronzii. Se una puntura sulla zampa causa solitamente solo dolore e un gonfiore localizzato, il discorso cambia radicalmente se il cane viene punto all’interno della bocca o della gola. Il gonfiore rapido della glottide può ostruire le vie respiratorie in pochi minuti. Inoltre, proprio come gli esseri umani, i cani possono sviluppare allergie gravi, portando allo shock anafilattico anche con una singola puntura.

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La Latrodectus tredecimguttatus (nota anche come malmignatta) è presente in diverse aree del Sud Italia, con una concentrazione particolare in Calabria e nelle zone costiere. Questo ragno predilige nascondersi tra pietre, cataste di legna o vegetazione fitta. Il morso, pur essendo raro, è estremamente doloroso e trasmette un veleno neurotossico che provoca rigidità muscolare, tremori, sudorazione e un malessere generale che richiede cure mediche immediate.

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Sapere che il proprio cane è entrato in contatto con un insetto velenoso non è sempre facile, specialmente se l’incidente avviene mentre l’animale corre libero. È fondamentale monitorare il comportamento del cane durante e dopo la passeggiata. I sintomi che devono far scattare l’allarme includono la salivazione eccessiva (scialorrea) improvvisa; il vomito o conati ripetuti; lo sfregamento continuo del muso al suolo o con le zampe; il gonfiore di labbra, lingua o palpebre; difficoltà respiratorie (respiro sibilante o affannoso); letargia improvvisa. In caso di sospetto avvelenamento o puntura importante è mantenere la calma: un proprietario agitato trasmette stress al cane, aumentando la frequenza cardiaca dell’animale e accelerando potenzialmente la circolazione del veleno.

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Se si sospetta il contatto con una processionaria, è utile lavare abbondantemente la bocca del cane con l’acqua usando una siringa senza ago o una bottiglietta, cercando di far defluire l’acqua verso l’esterno per non far ingerire i peli urticanti. In caso di puntura d’ape, se il pungiglione è visibile, va rimosso con una pinzetta o una tessera rigida, facendo attenzione a non schiacciare il sacco del veleno ancora attaccato. L’applicazione di ghiaccio o acqua fredda può aiutare a contenere l’edema.

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Se possibile, scattate una foto all’insetto responsabile. Questo permetterà al veterinario di somministrare l’antidoto o la terapia specifica più efficace. Non aspettare che i sintomi passino da soli. Anche una reazione che sembra lieve inizialmente può degenerare in un edema polmonare o in un collasso sistemico nel giro di un’ora. In ambito domestico, la manutenzione del giardino gioca un ruolo chiave. È consigliabile rimuovere cataste di legna vecchia, cumuli di pietre o accumuli di foglie secche vicino alle aree di gioco del cane, poiché sono i rifugi preferiti di ragni e insetti striscianti. Inoltre, un controllo periodico dei nidi di vespe sotto i cornicioni o nei cassonetti delle tapparelle può prevenire spiacevoli incontri ravvicinati. (di Elisabetta Guglielmi)

Elisabetta Guglielmi

Conseguita a pieni voti la maturità scientifica, ho intrapreso una carriera umanistica. Ho una laurea triennale in Lettere moderne e due lauree magistrali in Filologia moderna e in Editoria e scrittura; ho un master di Editoria, giornalismo e management culturale. Sono appassionata di scrittura, lettura, disegno e viaggi, e naturalmente di natura e animali. Sono giornalista pubblicista.

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