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Curiosità

Lo “smartphone per cani” era l’ultimo passo: così stiamo trasformando il rapporto con il nostro miglior amico

Lo “smartphone per cani” era l’ultimo passo: così stiamo trasformando il rapporto con il nostro miglior amico.

Il CES di Las Vegas del 2026 ha creato lo “smartphone per cani”, una innovazione senza precedenti che denota il cambiamento del rapporto tra umani e animali (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Il modo con cui gli animali domestici vengono trattati dai loro umani è cambiato notevolmente nel corso del tempo. Se al 99% i cambiamenti introdotti sono un beneficio per i quattro zampe, in pochi altri casi i trattamenti riservati ai pet tendono a umanizzare gli animali, dimenticando la loro vera natura. E questo è proprio l’esempio dell’ultima invenzione per i pet mate: lo smartphone per cani. Ma perché questa nuova tecnologia ha suscitato critiche e attacchi?

Lo smartphone per cani: ecco che cosa è questa nuova invenzione tecnologica e perché ha ricevuto tante critiche

Il CES di Las Vegas del 2026 passerà alla storia non per un’innovazione rivoluzionaria nel campo dell’energia o dei trasporti, ma per lo “smartphone per cani”. Presentato come l’ultima frontiera della tecnologia applicata agli animali domestici, questo dispositivo altro non è che un collare dotato di GPS, telecamera e un sistema di comunicazione bidirezionale che permette al proprietario di “chiamare” il proprio cane e osservare il mondo attraverso i suoi occhi.

Arriva lo “smartphone per cani”, l’ultima frontiera della tecnologia applicata agli animali domestici (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Lo smartphone per cani è la risposta tecnologica a un fallimento relazionale. L’idea di poter “parlare” al proprio cane da remoto mentre si è al lavoro o in vacanza, magari delegando la sua uscita fisica a un dog-walker professionista, è l’emblema di una società che vuole i benefici dell’affetto animale senza il “fastidio” della presenza fisica. Dal punto di vista etologico, l’effetto di un simile strumento su un cane è devastante. Le critiche sono arrivate dopo che le persone hanno ragionato sul fastidio che il cane può provare nel sentire provenire dal collare la voce del suo umano, senza poter individuare il corpo, l’odore o i segnali non verbali del padrone. Per un cane, questa è un’esperienza straniante e stressante.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Apprendere attraverso l’esperienza e l’imitazione dei propri simili: anche i cani imparano così?

Se un cane non soffre di ansia da separazione, strumenti del genere sono il modo più rapido per fargliela venire. Se invece ne soffre già, la voce disincarnata non fa altro che alimentare la confusione e il senso di impotenza. Invece di curare il disagio del cane, curiamo il nostro senso di colpa, ignorando che la comunicazione canina si basa su una complessità sensoriale che un microfono non potrà mai restituire.

Una rivoluzione nel cambiamento tra esseri umani e animali domestici è lo smartphone per i cani (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

La nuova tecnologia per cani porta a un livello successivo il processo di umanizzazione forzata degli animali domestici. Lo smartphone si va ad aggiungere alle tante altre novità degli ultimi anni: dagli alberghi di lusso con menu gourmet ai saloni di bellezza che applicano smalti sulle unghie, fino ai passeggini per cani sani che potrebbero e dovrebbero camminare. Umanizzare un cane non significa amarlo di più; significa negargli la sua identità. Quando infiliamo un cane in una borsa o lo portiamo in una spa, non stiamo soddisfacendo un suo bisogno, ma stiamo proiettando su di lui i nostri desideri di status e consumo.

L’umanizzazione dei cani

Recentemente, gli etologi Brian Hare e Vanessa Woods del Duke Canine Cognition Center hanno teorizzato l’inizio della cosiddetta “terza ondata di domesticazione”. Dopo la domesticazione originaria dei lupi e la selezione delle razze funzionali dell’Ottocento (cani da caccia, da pastore, da guardia), oggi saremmo di fronte a una spinta selettiva volta a creare cani esclusivamente “sociali”. Cani che devono essere immobili in ufficio, silenziosi in appartamento e pronti a farsi fotografare per i social.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> I cani sono passati al prossimo stadio dell’evoluzione: stanno cambiando per noi

Il cane vive al fianco degli esseri umani da circa 30.000 o 40.000 anni. Questo incredibile viaggio nel tempo non è stato alimentato da gadget tecnologici o servizi di lusso, ma da una co-evoluzione basata sulla cooperazione, sul lavoro comune e, soprattutto, sulla comprensione reciproca. Una relazione sana non passa attraverso lo schermo di uno smartphone o una telecamera montata sul collare. Passa attraverso il tempo speso insieme, il gioco, la condivisione di spazi naturali e il riconoscimento che il cane è un “Altro” da noi, con un suo linguaggio, una sua dignità e dei bisogni che sono radicalmente diversi dai nostri.

Lo smartphone per cani è la risposta tecnologica a un fallimento relazionale tra umani e animali domestici (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Il modo con cui gli animali domestici vengono trattati dai loro umani è cambiato notevolmente nel corso del tempo. Cani, gatti e altri animaletti vengono ormai considerati parte integrante delle loro famiglie e ormai godono degli stessi diritti degli altri famigliari. Non è più quindi così inusuale tenere conto delle esigenze di cani e gatti quando si arreda una casa. Il mondo del design d’interni negli ultimi anni è stato rivoluzionato dalle nuove abitudini degli esseri umani. Tra queste, considerare gli animali alla stregua di membri della famiglia con esigenze specifiche ha cambiato anche il modo di arredare le abitazioni, tanto che si è affermato il termine “gattificazione”.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Ami il tuo animale domestico come un figlio? Ecco cosa dice la scienza su di te

Con questo vocabolo gli architetti si riferiscono alla creazione di spazi che soddisfano le esigenze dei gatti. Per far sì che anche i cani vivano un ambiente che risponda alle loro necessità, sono state progettare case che offrono comfort e stimoli per i quattro zampe. Un approccio di questo tipo non solo migliora la qualità della vita degli animali, ma arricchisce anche l’estetica degli spazi domestici. Caratteristica fondamentale del design pet-friendly è la creazione di spazi dedicati ai pet domestici, con un design pet-friendly.

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Mensole, librerie e tiragraffi diventano elementi essenziali per stimolare la curiosità e l’istinto naturale dei felini domestici. Per i cani, invece, è fondamentale avere aree di riposo comode e sicure, come cucce progettate per adattarsi all’arredamento della casa. Utile è poi l’inserimento di fontanelle e ciotole eleganti che possono trasformare anche l’alimentazione un momento di design. Le grandi firme della moda come Fendi e Gucci hanno iniziato a dedicare collezioni esclusive per cani e gatti, realizzando cucce di design, trasportini e accessori che non solo soddisfano le esigenze pratiche, ma sono anche veri e propri oggetti di design, realizzati in materiali sostenibili e facili da pulire. Il design pet-friendly combina la creazione di spazi belli con ambienti funzionali per gli animali. In commercio sono ormai presenti passeggini per animali domestici di ogni tipo, dimensione e forma.

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Da un lato le cucce garantiscono comfort e sicurezza, dall’altro i giochi stimolano l’attività fisica e mentale degli animali. Questi oggetti finiscono per diventare parte integrante dell’arredamento, sorprendendo ospiti e visitatori con il loro stile unico. Dai tiragraffi multifunzionali ai lettini, tutti questi accessori si integrano con i mobili della casa dimostrano come il design possa rispondere alle esigenze degli animali senza compromettere l’estetica degli spazi. (di Elisabetta Guglielmi)

Elisabetta Guglielmi

Conseguita a pieni voti la maturità scientifica, ho intrapreso una carriera umanistica. Ho una laurea triennale in Lettere moderne e due lauree magistrali in Filologia moderna e in Editoria e scrittura; ho un master di Editoria, giornalismo e management culturale. Sono appassionata di scrittura, lettura, disegno e viaggi, e naturalmente di natura e animali. Sono giornalista pubblicista.

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