Dolly Parton ha dedicato parte della sua vita alla tutela degli animali, sostenendo cani in difficoltà, rifugi e progetti per la salvaguardia delle aquile.
E’ morta il 25 agosto 2026, all’età di 80 anni. La notizia è stata confermata attraverso il sito ufficiale dell’artista, che ne ricorda la straordinaria carriera e il grande impegno umanitario.
La sua eredità, però, non appartiene soltanto alla musica. Nel corso degli anni la cantante ha utilizzato la propria popolarità anche per sensibilizzare il pubblico sul benessere degli animali e sostenere concretamente rifugi e programmi dedicati alla fauna selvatica.
Il legame di Dolly Parton con il mondo animale aveva radici lontane. La sua prima canzone pubblicata, “Puppy Love”, venne scritta insieme allo zio Bill Owens quando aveva appena 11 anni e registrata nel 1959.
Decenni più tardi, l’artista ricordò quel brano spiegando che il suo amore per gli animali domestici era diventato ancora più forte con il passare del tempo. Non si trattava soltanto di una dichiarazione affettuosa: le numerose iniziative sostenute durante la sua vita dimostrano quanto questo tema le stesse realmente a cuore.
Dolly Parton mise la propria musica al servizio di una campagna della PETA dedicata ai cani lasciati soli o trascurati. Concesse l’utilizzo della canzone bluegrass “Will He Be Waiting for Me?” per lo spot “Dogs Need Company”, interpretato dall’attrice Kathy Najimy.
L’obiettivo era ricordare che i cani sono animali sociali: hanno bisogno di attenzioni, movimento e della vicinanza delle persone con cui vivono. Lasciarli soli per molte ore o tenerli costantemente isolati può compromettere seriamente il loro benessere emotivo. La collaborazione è stata ricordata dalla stessa PETA nel suo omaggio alla cantante.
In occasione di un concerto nel Regno Unito, nei pressi dell’evento venne trovato un cane smarrito. Dolly Parton diffuse sui social la fotografia dell’animale e si offrì persino di accoglierlo qualora non fosse stato possibile rintracciarne la famiglia.
La grande visibilità data alla storia contribuì al lieto fine: il cane riuscì a ricongiungersi con i suoi proprietari. Un episodio semplice, ma capace di mostrare il lato più spontaneo dell’artista, pronta a intervenire personalmente per aiutare un animale in difficoltà.
Nel 2022 la cantante lanciò “Doggy Parton”, una linea di abbigliamento, giochi e accessori per cani ispirata al suo stile colorato e inconfondibile. La collezione comprendeva collari, guinzagli, pettorine, vestitini e perfino una parrucca bionda che richiamava il suo celebre look.
Dietro l’aspetto divertente del progetto c’era anche una finalità benefica. Una parte dei ricavi veniva destinata alla Willa B. Farms Animal Rescue, organizzazione del Tennessee impegnata nell’accoglienza e nella cura di animali abbandonati, maltrattati o trascurati. L’iniziativa e la sua finalità solidale furono presentate sul sito ufficiale di Dolly Parton.
L’impegno di Dolly Parton coinvolse anche la conservazione della fauna selvatica. Attraverso Dollywood, il parco divertimenti da lei fondato in Tennessee, sostenne per 35 anni il lavoro dell’American Eagle Foundation.
La collaborazione permise di ospitare e assistere aquile calve che, a causa di ferite o problemi fisici, non potevano essere liberate. Il progetto ebbe anche un’importante funzione educativa, aiutando milioni di visitatori a conoscere più da vicino questi rapaci e a comprendere la necessità di proteggerli.
Nel corso della collaborazione, l’American Eagle Foundation ha dichiarato di aver restituito alla natura più di 400 aquile calve, oltre ad aver sviluppato attività di recupero, conservazione e sensibilizzazione.
Uno dei momenti più significativi si verificò nel 2008, quando Dolly Parton partecipò alla liberazione di una giovane aquila caduta dal nido in Florida e successivamente affidata alle cure dell’American Eagle Foundation.
Fu proprio la cantante a scegliere per l’animale il nome Liberty e ad aprire, insieme ai responsabili della fondazione, la struttura dalla quale il giovane rapace poté tornare in libertà. La vicenda è documentata dall’American Eagle Foundation.
Già nel 2003 Dolly aveva ricevuto un riconoscimento dal Servizio della pesca e della fauna selvatica degli Stati Uniti per il suo contributo alla protezione dell’aquila calva.
Dolly Parton ha saputo trasformare la propria notorietà in uno strumento di solidarietà. Dai cani soli e abbandonati alle aquile bisognose di cure, il suo impegno ha dato visibilità a numerose iniziative e ha contribuito a diffondere una maggiore attenzione verso il rispetto degli animali.
La sua eredità continuerà a vivere nelle canzoni che hanno segnato intere generazioni, ma anche nei progetti che ha sostenuto e negli animali che, grazie al suo aiuto, hanno ricevuto cure, protezione e una nuova possibilità.
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